Pharma
16 Settembre 2026BEI e Angelini Ventures investono 17 milioni in MMI, società nata in Italia attiva nella robotica per microchirurgia

Un co-investimento da 17 milioni di euro sosterrà lo sviluppo di MMI (Medical Microinstruments), società medtech fondata in Italia e attiva nella robotica per la microchirurgia e la supermicrochirurgia. L'operazione è stata annunciata il 16 settembre da Banca europea per gli investimenti (BEI) e Angelini Ventures e rientra nella partnership da 150 milioni di euro avviata nel dicembre 2025 per finanziare startup europee nelle biotecnologie, nelle tecnologie medicali e nella salute digitale.
MMI è stata fondata nel 2015 da Massimiliano Simi, Giuseppe Prisco e Hannah Teichmann. La società ha sviluppato Symani, un sistema robotico realizzato nel laboratorio italiano di Pisa e dotato di microstrumenti articolati che permettono di intervenire su strutture fino a 0,1 millimetri. Il sistema utilizza tecnologie per la riduzione del tremore e il ridimensionamento del movimento.
Secondo il comunicato, le applicazioni comprendono la chirurgia ricostruttiva traumatologica, la chirurgia ricostruttiva della testa e del collo, il tumore del seno e la riparazione linfatica. Il sistema ha ottenuto negli Stati Uniti l'approvazione della Food and Drug Administration per la commercializzazione nella microchirurgia ricostruttiva.
«Con questo nuovo investimento prosegue concretamente il percorso avviato insieme alla Banca europea per gli investimenti per sostenere la crescita delle migliori startup europee in ambito healthcare e medtech», afferma Paolo Di Giorgio, amministratore delegato di Angelini Ventures. La società prevede di arrivare a circa 100 milioni di euro investiti o impegnati entro l'inizio del 2027.
Per Alessandro Izzo, direttore della BEI responsabile per le operazioni Equity, Growth e Project Finance, l'investimento punta anche a rafforzare «la competitività, l'autonomia strategica e la resilienza dei nostri sistemi sanitari».
L'accordo tra BEI e Angelini Ventures prevede complessivamente 150 milioni di euro, 75 milioni per ciascuna parte, destinati al co-investimento in un numero compreso tra sette e dieci startup europee. Gli ambiti individuati comprendono biotecnologie, medtech e salute digitale. Si tratta, secondo il comunicato, della prima intesa della BEI con un corporate venture capital nel settore sanitario.
Prima di MMI, la partnership ha investito nella biofarmaceutica francese Adcytherix, attiva nello sviluppo di coniugati anticorpo-farmaco in oncologia, e nella radiofarmaceutica Nuclidium, che sviluppa una piattaforma teranostica basata su isotopi del rame. Con MMI, i co-investimenti effettuati raggiungono 48,5 milioni di euro. Altre due operazioni, per circa 20 milioni complessivi, sono previste in autunno nei settori oncologico, delle malattie rare ematologiche e della medicina vascolare.
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