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02 Ottobre 2024Per il secondo anno consecutivo, in occasione della European Biotech Week 2024, Roche Italia ha aperto le porte del campus di Monza agli studenti universitari per una giornata di orientamento alle professioni del biotech

Per il secondo anno consecutivo, in occasione della European Biotech Week 2024, Roche Italia ha aperto le porte del campus di Monza agli studenti universitari per una giornata di orientamento alle professioni del biotech, comparto strategico che nelle conclusioni del documento della Commissione EU ‘Building the future with nature: boosting biotech and bio-manufacturing in Europe’ viene inserito tra i più promettenti di questo secolo per restituire al Paese competitività e ai cittadini una salute migliore.
Nel campus di Monza oltre 100 studenti universitari, provenienti da 10 atenei, si sono confrontati direttamente con i professionisti di Roche afferenti a diversi ambiti aziendali: Marketing e Innovazione, Medica e Ricerca, Market Access, Big Data, Supply Chain, Finance e Comunicazione. "Abbiamo deciso di organizzare un nuovo evento a porte aperte dopo il successo dello scorso anno proprio perché dalla conversazione con gli studenti è emerso quanto sia fondamentale rafforzare il ponte tra la fine degli studi e l'inizio del percorso professionale", - dice Sara Giussani, People & Culture Pharma Head di Roche Italia. "Le dinamiche del mondo del lavoro, i ruoli e le competenze evolvono rapidamente, e mai come ora è essenziale accompagnare i giovani in questa transizione", aggiunge. Il biotech in Italia ha al suo attivo 13.700 addetti operativi in oltre 800 imprese e registra un fatturato complessivo di oltre 13 miliardi, di cui l'healthcare detiene il primato per fatturato (74%) e investimenti in R&S (85%) con la previsione che entro il 2030 il peso del comparto raggiungerà l'80% sul totale del mercato farmaceutico. "La Commissione Europea considera le biotecnologie e le biosoluzioni una delle aree più promettenti di questo secolo per affrontare la transizione green e risolvere molte delle sfide della nostra società - dichiara Fabrizio Greco Presidente di Federchimica Assobiotec -. Già oggi circa il 50% di tutti i nuovi farmaci e terapie in sviluppo sono biotecnologici, così come lo sono i vaccini, le terapie geniche e cellulari, la medicina rigenerativa e molti dei sistemi diagnostici più innovativi", conclude.
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