Spesa sanitaria
18 Settembre 2026La Federazione chiede risorse aggiuntive al finanziamento ordinario del Ssn

Un Fondo nazionale di solidarietà per la salute, aggiuntivo rispetto al finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale, per ridurre i divari territoriali e garantire pari opportunità di cura. È la proposta avanzata dalla Fnomceo alla Conferenza delle Regioni, con l’obiettivo di costruire una posizione comune da sottoporre al Governo e al Parlamento.
Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli, ha scritto al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e al coordinatore della Commissione Salute, Massimo Fabi. L’iniziativa segue l’audizione delle Regioni alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza.
In quella sede le Regioni avevano chiesto di adeguare il Fondo sanitario nazionale al fabbisogno reale, segnalando il divario tra la crescita della spesa e le risorse disponibili. Tra le altre richieste figuravano la revisione del tetto alla spesa per il personale e un finanziamento stabile per le strutture territoriali realizzate attraverso il Pnrr.
Secondo la Fnomceo, la distribuzione delle risorse dovrebbe considerare non soltanto la popolazione residente, ma anche l’invecchiamento, la povertà, la deprivazione sociale, la mortalità, la presenza di aree interne, montane e insulari e le difficoltà di accesso ai servizi.
«Trattare allo stesso modo territori profondamente diversi non produce uguaglianza: rischia, al contrario, di consolidare le disuguaglianze», afferma Anelli. Il Fondo dovrebbe finanziare programmi verificabili dedicati al personale, alla medicina generale, all’assistenza di prossimità, alla riduzione delle liste d’attesa, ai servizi nelle aree interne e al sostegno delle famiglie costrette a spostarsi per ottenere le cure. Le risorse, precisa la Federazione, dovrebbero essere collegate a risultati misurabili in termini di equità, accessibilità e qualità.
Un altro terreno di confronto riguarda il personale sanitario. La Fnomceo chiede assunzioni, una programmazione attendibile dei fabbisogni, retribuzioni adeguate e migliori condizioni di lavoro. A queste misure deve affiancarsi, secondo Anelli, il recupero dell’autonomia professionale e della possibilità per i medici di partecipare alle decisioni organizzative.
La Federazione richiama anche il tema dell’appropriatezza, che non dovrebbe essere utilizzata come strumento amministrativo per ridurre le prestazioni. «L’obiettivo non è prescrivere meno, ma prescrivere ciò che è necessario e mettere il sistema nella condizione di erogarlo tempestivamente», sottolinea Anelli.
Per la sanità territoriale, la Fnomceo ritiene indispensabile garantire personale e risorse ordinarie alle Case della comunità, agli Ospedali di comunità e alle Centrali operative territoriali. Senza professionisti, competenze e servizi, avverte la Federazione, le nuove strutture rischiano di rimanere edifici privi di una reale capacità assistenziale.
Liste d’attesa, rinuncia alle cure e mobilità sanitaria vengono indicate come le manifestazioni più evidenti delle disuguaglianze. La mobilità, conclude Anelli, dovrebbe rappresentare una libera scelta e non una necessità determinata dal territorio di residenza.
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