Professioni sanitarie
18 Settembre 2026La manifestazione è prevista il 19 settembre. Contestati aumenti differenziati, agevolazioni sugli straordinari e criteri per le indennità di Pronto soccorso

Tecnici sanitari, professionisti della riabilitazione e della prevenzione manifesteranno sabato 19 settembre a Roma per chiedere maggiore equità economica e professionale. L’appuntamento è fissato alle 12 in piazza Santi Apostoli. Al centro della protesta figurano il preaccordo per il rinnovo del Ccnl Sanità 2025-2027, le indennità e il riconoscimento delle competenze acquisite attraverso la formazione.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, il preaccordo prevede un incremento di 121 euro per l’area tecnica, della riabilitazione e della prevenzione, rispetto ai 181 euro destinati a infermieri, infermieri pediatrici e ostetriche. Una differenza di 60 euro che, sostengono i promotori, deve essere giustificata attraverso criteri oggettivi e coerenti con le responsabilità assunte dalle diverse professioni.
La mobilitazione coinvolge professionisti impegnati nei laboratori biomedici, nelle radiologie, nelle sale operatorie, nei servizi territoriali, nella prevenzione, nella riabilitazione e nei percorsi diagnostico-assistenziali del Servizio sanitario nazionale, della sanità privata e delle strutture accreditate.
Tra le richieste figura l’estensione alle altre professioni sanitarie della tassazione agevolata al 5% sul lavoro straordinario. La misura è prevista per gli infermieri dipendenti del Ssn e, dal 2026, anche per quelli delle strutture private accreditate. I promotori chiedono che l’agevolazione venga riconosciuta anche agli altri professionisti che applicano lo stesso contratto e contribuiscono alla continuità assistenziale.
Un altro punto riguarda l’indennità di Pronto soccorso. Secondo gli organizzatori, il riconoscimento non dovrebbe dipendere esclusivamente dall’assegnazione formale a una determinata unità operativa. Dovrebbero essere considerate anche le attività effettivamente svolte, i rischi affrontati e le responsabilità assunte da chi opera nella diagnostica per immagini, nei laboratori e negli altri servizi coinvolti nella gestione dell’emergenza.
La piattaforma della protesta comprende anche il rischio biologico per il personale dei laboratori e il rischio radiologico. Per quest’ultimo viene indicata un’indennità di 103,29 euro lordi mensili per dodici mensilità, ritenuta non più adeguata all’evoluzione delle tecnologie, dell’organizzazione e delle responsabilità professionali. Una revisione dei riconoscimenti viene richiesta anche per il personale sanitario che lavora nelle sale operatorie.
Ulteriori rivendicazioni riguardano la valorizzazione di lauree magistrali, master, specializzazioni e formazione continua. Secondo i promotori, questi percorsi non producono ancora sufficienti opportunità di carriera o progressioni economiche. Anche l’Ecm dovrebbe essere considerata uno strumento di sviluppo professionale e non soltanto un obbligo formativo.
Restano infine aperte le questioni della libera professione, della previdenza affidata per diverse categorie alla gestione separata dell’Inps e delle differenze contrattuali ed economiche presenti nella sanità privata e accreditata.
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