Malnutrizione
22 Maggio 2026Dal congresso Sinpe focus sulla malnutrizione correlata a malattia

La malnutrizione correlata a malattia interessa fino al 50% dei pazienti ricoverati, compresi circa il 25% dei pazienti pediatrici, aumenta di 2,6 volte la mortalità, triplica il rischio di complicanze e prolunga del 30% la durata della degenza ospedaliera. Secondo le stime richiamate dalla Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE), il costo per i sistemi sanitari europei supera i 170 miliardi di euro l’anno, mentre per il Servizio sanitario nazionale italiano varia tra 2,5 e 10 miliardi di euro annui.
I dati sono stati presentati nel corso dello “Spring Event 2026 – Advances in Specialized Artificial Nutrition”, congresso SINPE che si è svolto a Salerno.
“Non significa solo ‘mangiare poco’, la malnutrizione è una condizione in cui l’organismo non riceve o non riesce a utilizzare correttamente energia, proteine e nutrienti necessari per funzionare in modo adeguato”, spiega Antonella Lezo, presidente SINPE.
Secondo la società scientifica, la condizione può svilupparsi durante patologie oncologiche, infezioni, insufficienze d’organo, interventi chirurgici e lunghe degenze ospedaliere, anche in persone normopeso o sovrappeso.
Nel comunicato la SINPE sottolinea come la nutrizione clinica stia assumendo un ruolo sempre più centrale nella gestione dei pazienti complessi. “Non più supporto accessorio, ma infrastruttura terapeutica trasversale, vera medicina di sistema”, afferma Lezo, evidenziando l’impatto della nutrizione su prognosi, complicanze, recupero funzionale, risposta ai farmaci, durata della degenza e qualità di vita.
Gli specialisti richiamano inoltre la necessità di modelli assistenziali “sempre più integrati, multidisciplinari e personalizzati”, in grado di garantire continuità tra ospedale, territorio e assistenza domiciliare.
Tra i temi affrontati durante il congresso anche il contrasto alla disinformazione nutrizionale. Secondo gli esperti, digiuni estremi, diete non validate ed esclusioni alimentari arbitrarie possono compromettere l’aderenza terapeutica e aggravare la perdita di massa muscolare, soprattutto nei pazienti oncologici.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai nuovi approcci nella terapia intensiva, nella chirurgia e nella gestione nutrizionale degli anziani fragili e dei neonati pretermine. In particolare, per la popolazione over 65, che rappresenta circa il 24% della popolazione italiana, la fragilità nutrizionale viene indicata tra i principali fattori associati a perdita di autonomia e ricoveri ripetuti.
Secondo la SINPE, la ricerca sta sviluppando strategie sempre più orientate alla nutrizione personalizzata, alla valutazione della sarcopenia e all’integrazione multidisciplinare dei percorsi assistenziali.
TAG: MALNUTRIZIONE, NOTTE DEI RICERCATORI, SINPESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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