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Morbillo

20 Maggio 2026

Morbillo in risalita in Italia, gli Assistenti sanitari: rafforzare prevenzione e coperture vaccinali

I casi di morbillo in Italia sono triplicati nei primi mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 


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. A segnalarlo è la Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp, che richiama l’attenzione sul calo delle coperture vaccinali e sul rafforzamento delle attività di prevenzione territoriale.

Secondo quanto riportato nel comunicato, l’Italia è tra i Paesi europei con la più alta incidenza di morbillo nell’area Ue, dietro solo a Romania e Francia, sulla base dei dati dell’Istituto superiore di sanità e dell’Ecdc. I focolai registrati in diverse regioni italiane, dalla Calabria alla Liguria, mostrano una diffusione che interessa territori e fasce di popolazione differenti.

Oltre il 90% dei contagiati non risulta vaccinato e l’età media dei casi si colloca tra i 28 e i 31 anni. Il comunicato sottolinea che non sono coinvolti solo i bambini, ma anche adulti che non hanno completato il ciclo vaccinale e che risultano più esposti a complicanze come polmoniti ed encefaliti. In quasi la metà dei casi registrati nel 2026 è stato necessario il ricovero ospedaliero.

“La distanza tra prevenibilità della malattia e sua diffusione si misura nella capacità del sistema sanitario di arrivare alle persone prima che lo faccia il virus”, si legge nel testo diffuso dalla Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari, che richiama il ruolo della prevenzione territoriale e delle campagne vaccinali.

Nel comunicato viene evidenziato il contributo degli Assistenti sanitari nelle attività di promozione della salute, monitoraggio delle coperture vaccinali e supporto alle scelte sanitarie della popolazione.

“In un contesto in cui l’esitazione vaccinale continua a incidere, il nostro intervento si gioca soprattutto sulla relazione”, afferma Daniela Addis, presidente della Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari. “Il colloquio vaccinale è uno strumento indispensabile: un confronto strutturato che unisce competenze sanitarie, comunicative e psicologiche”.

Secondo Addis, “dove la presenza degli Assistenti sanitari è più capillare, la copertura vaccinale è più alta e la circolazione del virus è più contenuta”. La Commissione di albo nazionale indica quindi il rafforzamento della prevenzione territoriale come una delle leve su cui investire per contenere la diffusione del morbillo.

Nel comunicato vengono inoltre richiamate alcune indicazioni rivolte alla popolazione: verificare lo stato vaccinale, completare il ciclo se necessario e rivolgersi ai servizi territoriali o al proprio medico in caso di dubbi.

TAG: MORBILLO, VACCINO

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