FIF Milano
26 Marzo 2026Dal 27 marzo a Milano la terza edizione di FIF: workshop, casi clinici dal vivo e confronto tra professionisti per portare strumenti applicabili nella pratica quotidiana

«Superare la distanza tra teoria e pratica e mostrare come trattare pazienti reali». Juan Carlos Ghezzi, fisioterapista e organizzatore di FIF Milano 2026, indica questo come il filo conduttore della terza edizione del Salone professionale della fisioterapia, in programma a Milano dal 27 marzo.
L’evento propone tre giorni di workshop pratici, casi clinici dal vivo e momenti di confronto tra professionisti, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra aggiornamento scientifico e attività clinica quotidiana. «Non vogliamo che sia solo un evento commerciale, ma un punto di incontro per la professione», afferma Ghezzi.
Elemento centrale del programma è l’area dedicata alla gestione di casi clinici reali da parte di professionisti del settore. «Vedremo i migliori fisioterapisti trattare pazienti reali, per capire concretamente come si applicano le metodiche», spiega. L’iniziativa punta a offrire un confronto diretto su approcci, tecnologie e modelli organizzativi, anche con il contributo di colleghi internazionali.
L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire a elevare il livello della fisioterapia italiana attraverso il confronto con le migliori esperienze. «Vogliamo capire come la fisioterapia evolve a livello internazionale e trasferire queste competenze nella pratica», aggiunge.
Accanto all’aggiornamento teorico, l’evento è orientato alla trasferibilità immediata delle competenze. «Il fisioterapista deve tornare a casa con strumenti concreti utilizzabili già dal giorno dopo», sottolinea Ghezzi. Tra questi, miglioramento della valutazione clinica, integrazione delle diverse metodiche di trattamento e utilizzo appropriato della terapia fisica.
Un altro aspetto riguarda la capacità di interpretare l’evidenza scientifica. «È importante capire come l’evidenza evolve e quali strategie adottare nella pratica quotidiana», osserva. L’approccio proposto mira a rafforzare non solo le competenze tecniche, ma anche il processo decisionale clinico.
Secondo Ghezzi, questo si traduce in una maggiore sicurezza professionale e in un miglioramento degli esiti terapeutici. «Imparare non solo cosa fare, ma come, quando e perché trattare un paziente», conclude.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
22/09/2026
Dal confronto al Senato sugli alimenti a fini medici speciali parte un percorso per definire raccomandazioni su accesso, appropriatezza e disparità regionali
22/09/2026
EFPIA sostiene gli obiettivi del Cloud and AI Development Act europeo, ma chiede regole proporzionate e compatibili con ricerca e collaborazione internazionale
22/09/2026
WHO/Europe pubblica un nuovo quadro di monitoraggio per valutare fino al 2030 inclusione, accessibilità ed equità dei sistemi sanitari per le persone con disabilità
22/09/2026
Firmato il secondo atto integrativo per il polo di Sesto San Giovanni che ospiterà Istituto nazionale tumori e Istituto neurologico Besta
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)