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Guerra

07 Maggio 2026

Attacchi agli ospedali, Fnomceo e Msf: proteggere operatori sanitari nei conflitti

FNOMCeO e Medici Senza Frontiere hanno lanciato una petizione per chiedere al governo un impegno sul rispetto delle norme che proteggono strutture sanitarie e operatori nei conflitti


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Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e Medici Senza Frontiere hanno lanciato una petizione online rivolta alla comunità sanitaria italiana per chiedere al governo un rinnovato impegno nella tutela dell’assistenza sanitaria e nel rispetto delle norme internazionali che proteggono ospedali, personale medico e pazienti nei contesti di conflitto.

L’iniziativa è stata annunciata in occasione del decimo anniversario della Risoluzione 2286 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 3 maggio 2016. La risoluzione impegnava oltre 80 Stati membri, inclusa l’Italia, a proteggere personale sanitario, infrastrutture, mezzi di trasporto e attrezzature mediche e medico-umanitarie.

Secondo FNOMCeO e MSF, strutture sanitarie, operatori e pazienti continuano a essere colpiti nei contesti di guerra. Nel 2025 il Sistema di sorveglianza degli attacchi alle strutture sanitarie dell’World Health Organization ha registrato 1.348 attacchi contro strutture mediche, con 1.981 morti.

Negli ultimi dieci anni, riferisce MSF, 21 operatori dell’organizzazione sono stati uccisi in 15 diversi incidenti mentre svolgevano attività sanitarie.

“Gli ospedali e le strutture sanitarie dovrebbero proteggere la vita. Oggi, troppo spesso, la mettono in pericolo”, ha dichiarato Ettore Mazzanti, presidente di MSF Italia. “A dieci anni dalla Risoluzione 2286, gli attacchi contro strutture sanitarie, personale medico e pazienti non sono diminuiti: sono aumentati”.

“Un ospedale bombardato, un operatore sanitario ucciso mentre presta soccorso non sono solo violazioni del diritto internazionale: sono ferite inferte all’umanità intera”, ha dichiarato Filippo Anelli, presidente FNOMCeO, richiamando il Manifesto “Medici e Pace” sottoscritto il 12 marzo a Perugia-Assisi dal Comitato Centrale della Federazione.

La petizione chiede al governo italiano di condannare pubblicamente gli attacchi contro strutture sanitarie e personale medico, sostenere meccanismi indipendenti di indagine internazionale, difendere il diritto internazionale umanitario e promuovere iniziative politiche e diplomatiche per garantire accesso alle cure e sicurezza di operatori e pazienti nei contesti di conflitto.

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