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06 Febbraio 2026

Contratto farmacisti, trattativa in stallo. Sindacati e Federfarma restano distanti sugli aumenti

Il confronto sul rinnovo del Ccnl delle farmacie private si chiude senza accordo: annuncianti la ripresa della mobilitazione e la valutazione di nuove giornate di sciopero.


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Il tavolo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti delle farmacie private si è chiuso con un esito negativo. Dopo l’incontro del 4 febbraio, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno dichiarato insufficiente la proposta economica avanzata da Federfarma, annunciando la ripresa della mobilitazione e la valutazione di nuove giornate di sciopero.

Secondo i sindacati, le risorse messe sul tavolo risultano lontane dal recupero dell’inflazione e non garantirebbero un miglioramento significativo del potere d’acquisto dei lavoratori. Al centro delle critiche vi è la struttura dell’aumento salariale, che introdurrebbe una differenziazione tra farmacisti laureati e personale non laureato, con la creazione di tabelle retributive distinte. Contestata anche l’impostazione dell’elemento economico di garanzia, pari a 20 euro, ritenuto inferiore alla contrattazione integrativa regionale già in vigore in alcune aree.

Le sigle sindacali annunciano la convocazione di un’assemblea nazionale il 17 febbraio, l’avvio di assemblee territoriali e la valutazione congiunta di ulteriori iniziative di mobilitazione. La distanza, sottolineano, riguarda non solo l’aspetto economico, ma anche i temi delle professionalità e dei nuovi servizi, che Federfarma considererebbe obbligatori all’interno dell’indennità sanitaria.

Dal lato datoriale, Federfarma rivendica una proposta che prevede un aumento complessivo di 220 euro mensili, articolato in 130 euro di quota base comune a tutti i livelli, 70 euro aggiuntivi riservati ai farmacisti laureati e 20 euro come elemento economico di garanzia, in attesa dell’attivazione della contrattazione regionale di secondo livello. L’associazione dei titolari sottolinea che la proposta tiene conto delle istanze dei farmacisti collaboratori e della necessità di mantenere la sostenibilità economica delle farmacie.

Accanto agli aumenti salariali, Federfarma indica una serie di interventi normativi, tra cui la revisione di indennità e maggiorazioni, nuovi criteri per gli inquadramenti e i percorsi di carriera, misure su formazione e welfare, nonché una regolamentazione più puntuale dell’organizzazione del lavoro. L’associazione segnala inoltre che il mancato accordo comporta un ulteriore rinvio della possibilità per i dipendenti di beneficiare delle nuove condizioni economiche e dei vantaggi fiscali previsti dalla legge di bilancio 2026.

Il confronto resta dunque aperto, ma in una fase di stallo, con posizioni ancora distanti tra le parti e il rischio di un’escalation del conflitto sindacale nelle prossime settimane.

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