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Aggressioni medici

04 Novembre 2024

Aggressioni sanitari, Schillaci: ennesimo inaccettabile episodio

L’inasprimento delle pene, l’introduzione dell’arresto in flagranza di reato anche differito e il potenziamento della presenza delle forze dell'ordine non placano la scia di violenze. Sabato è accaduto di nuovo, questa volta all'ospedale di Cittadella, la dinamica sempre la stessa. Tre operatori sanitari aggrediti e un carabiniere ferito al volto


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L’inasprimento delle pene per chi aggredisce gli operatori sanitari, l’introduzione dell’arresto in flagranza di reato anche differito e il potenziamento della presenza delle forze dell'ordine non placano la scia di violenze che ormai da troppo tempo sta colpendo gli operatori sanitari. Sabato è accaduto di nuovo, questa volta all'ospedale di Cittadella (Padova), la dinamica sempre la stessa. Tre operatori sanitari sono stati aggrediti e un carabiniere, che stava cercando di fermare l’aggressore, è stato ferito al volto. Il 34 che ha aggredito è stato arrestato. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha espresso solidarietà per i sanitari colpiti, “continueremo a impegnarci sul piano culturale perché è evidente che nonostante lo sforzo in termini di prevenzione e deterrenza, dobbiamo far comprendere ancora di più ai cittadini che medici, infermieri e operatori sanitari devono essere rispettati. Questa violenza non è più tollerabile". Per Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, la “solidarietà ai colleghi colpiti da questa aggressione” non è sufficiente, dal Governo “ci aspettiamo i fondi per le videocamere per rendere le ultime norme anti-violenza veramente operative. E poi - non mi stanco di ripeterlo - serve regolare gli ingressi in ospedale. Non è possibile entrare con un'arma. Gli esperti di sicurezza ci dicano come fare ma è inaccettabile entrare armati in un ospedale. Servono misure di prevenzione altrimenti rincorriamo questi atti di violenza ai danni dei medici e degli operatori sanitari".

 Gli ultimi episodi accaduti, per Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, sono “l’ennesima dimostrazione che le misure attuali sono davvero inefficaci”. “L’attacco all’infermiera a Meldola, Forlì, di pochi giorni fa, ferita gravemente al collo e alle mani con un’arma da taglio, così come le martellate agli operatori dell’ambulanza di Vallo della Lucania e i recenti morsi subiti dai professionisti del 118 a Firenze, dipingono un quadro a dir poco spaventoso. Per non parlare poi di ospedali come il San Leonardo di Castellammare, con un bacino di utenza abnorme, dove non esiste giorno in cui non esplodano tensioni nel pronto soccorso e dove, incredibilmente, non esiste un presidio di agenti h24”, elenca De Palma. “Le strutture sanitarie sono diventate un porto franco dove il pericolo è all’ordine del giorno. Misure punitive e arresti in flagranza di reato non bastano ad evitare questo sfacelo: sono solo palliativi, fumo negli occhi per la collettività. Serve un cambio di rotta immediato e radicale”, prosegue De Palma. “Non è accettabile che negli ospedali cittadini, specie quelli con grandi flussi di pazienti, manchi la presenza costante delle forze dell'ordine, che possano agire da deterrente sin dalle prime avvisaglie di rabbia e frustrazione dei pazienti e dei loro parenti”. “È ora di rilanciare un piano concreto per la sicurezza da parte del Viminale, con un aumento fattuale dei presidi di forze dell’ordine nelle strutture più a rischio, e se il problema è la mancanza di personale, allora si ricorra all’esercito! Cosa si aspetta ancora? Gli operatori sanitari, allo stato attuale, rischiano la vita ogni giorno: parole e provvedimenti inefficaci devono lasciare spazio ad azioni concrete e durature”, conclude De Palma.

Parole di condanna nei confronti dell’aggressione accaduta a Padova sono arrivate anche dal governatore veneto Luca Zaia. ''È un episodio di una gravità inaudita - prosegue il governatore - È inconcepibile che un luogo di cura e di soccorso, come il Pronto Soccorso, sia trasformato in uno scenario di violenza. Esprimo la mia totale e ferma condanna per quanto accaduto e tutta la mia solidarietà alle persone ferite, in particolare agli operatori sanitari e ai carabinieri intervenuti per proteggere vite umane. Attaccare chi si dedica alla cura del prossimo, spesso in situazioni di emergenza e difficoltà, è un atto ignobile e vergognoso''.''Medici, infermieri e tutto il personale sanitario - continua Zaia - lavorano ogni giorno con impegno e sacrificio per garantire la salute e la sicurezza della nostra comunità. Colpirli significa attentare ai valori stessi della nostra società. Chiedo che sia fatta piena chiarezza al più presto, e ritengo urgente una revisione normativa che introduca aggravanti specifiche per le aggressioni contro il personale sanitario. Gli episodi di violenza nei confronti di chi lavora in corsia, in particolare nei Pronto Soccorso, sono ormai all'ordine del giorno e rappresentano un inaccettabile rischio per chi dedica la propria vita a salvare quelle degli altri. Non possiamo più accettare che i nostri operatori siano costretti a lavorare in un clima di paura e insicurezza. Servono misure decise e concrete per garantire a loro protezione e sicurezza adeguate. È il momento di dare un segnale forte e inequivocabile'' ha concluso Zaia.

 

Anna Capasso

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