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05 Novembre 2026La Conferenza delle Regioni chiede all'unanimità un correttivo alla legge di Bilancio per aumentare il Fondo sanitario nazionale

La Conferenza delle Regioni chiede al Governo e al Parlamento un ulteriore incremento del Fondo sanitario nazionale nell'ambito della legge di Bilancio 2027-2029. La posizione è stata approvata all'unanimità il 4 novembre 2026, durante una seduta straordinaria dei presidenti delle Regioni. La richiesta è di destinare alla sanità tutte le eventuali risorse finanziarie che si renderanno disponibili nel corso dell'esame parlamentare della Manovra.
La Conferenza riconosce l'aumento delle risorse previsto per il 2027, che porta il Fondo sanitario nazionale a 146,3 miliardi di euro, con una crescita di oltre 3,5 miliardi. Secondo le Regioni, tuttavia, l'incremento non è sufficiente a compensare l'aumento della spesa sanitaria, determinato dall'inflazione, dai maggiori oneri legati ai rinnovi contrattuali e dai costi energetici.
«Nessuno intende disconoscere la realtà: i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di Governo Meloni. Il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea», dichiara Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni.
Fedriga richiama anche le difficoltà già affrontate dalle amministrazioni regionali nel 2026 per assicurare i servizi sanitari con risorse proprie. Secondo il presidente, il permanere dell'aumento dei costi potrebbe determinare un ulteriore squilibrio finanziario negli anni successivi.
«Per questo chiediamo un correttivo durante l'iter parlamentare della legge di bilancio: occorre che sia veicolato su questo capitolo ogni eventuale risorsa si renda disponibile. La salute è un diritto inviolabile e il servizio pubblico merita di essere sostenuto in modo incondizionato», aggiunge Fedriga.
La richiesta riguarda quindi un intervento sul finanziamento sanitario durante l'esame della Manovra, senza contestare l'aumento nominale delle risorse già previsto dal Governo. Al centro della posizione delle Regioni è la differenza tra la crescita del Fondo e quella dei costi sostenuti per garantire le prestazioni.
«Non è una partita tra Stato e Regioni, anzi», precisa Fedriga. «Siamo tutti impegnati a garantire servizi sanitari ai cittadini, sostegno ai più fragili, qualità delle cure, prevenzione e assistenza territoriale».
La Conferenza ha annunciato l'intenzione di rappresentare alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Governo la situazione di difficoltà condivisa unanimemente dai presidenti delle Regioni. L'obiettivo indicato è ottenere, nel corso dell'iter parlamentare, un incremento delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale.
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