Obesità
08 Luglio 2026Presentati all'Italian Barometer Obesity Forum i dati Istat 2025. Il Governo richiama l'attuazione della legge sull'obesità e del Piano nazionale della prevenzione 2026-2031

L'obesità continua a crescere tra i giovani italiani, in particolare tra le donne di età compresa tra 18 e 34 anni, mentre il Governo punta sull'attuazione della legge che riconosce l'obesità come malattia cronica e sul nuovo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031. È il quadro emerso durante l'ottava edizione dell'Italian Barometer Obesity Forum "Obesità in Italia 2026: dati, impatti, prospettive politico-sanitarie e legislative di intervento", in corso a Roma, dove istituzioni, società scientifiche, esperti e associazioni dei pazienti si sono confrontati sulle strategie di contrasto alla patologia.
Secondo i dati Istat 2025 presentati nel corso dell'incontro, la quota complessiva di persone in eccesso di peso è passata dal 45,9% del 2016 al 46,4% del 2025. L'incremento più marcato riguarda le giovani donne tra i 18 e i 34 anni, tra le quali la prevalenza dell'obesità è salita dal 3,6% al 6,3%, mentre tra gli uomini della stessa fascia d'età è passata dal 4,6% al 6,2%. La crescita interessa anche le classi di età successive, mentre risulta più contenuta nelle fasce più anziane.
Nella prefazione del Report, il ministro della Salute Orazio Schillaci ricorda che l'Italia è stata il primo Paese ad approvare una legge che riconosce l'obesità come malattia cronica e recidivante. «Punto di forza della legge è la creazione di un Osservatorio con compiti di monitoraggio, studio dei dati e supporto alla diffusione di stili di vita corretti», scrive il ministro. Schillaci richiama inoltre il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, che prevede interventi mirati a contrastare sovrappeso e obesità attraverso l'integrazione tra sanità, scuola, sport, ambiente e comunicazione, concludendo che «tutte le azioni finora intraprese mostrano che la strada per contrastare l'obesità è tracciata. Dobbiamo continuare a percorrerla insieme».
Nel corso del Forum è stato ribadito che la sfida riguarda ora l'attuazione della legge e l'organizzazione dei percorsi di prevenzione e presa in carico. Roberto Pella, presidente dell'Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili e primo firmatario della legge, ha affermato che il provvedimento «ha aperto la strada a una maggiore integrazione dell'obesità nei principali strumenti di programmazione sanitaria», favorendo «un migliore e più equo accesso ai percorsi di cura e qualità di vita». La senatrice Daniela Sbrollini ha sottolineato che «la legge rappresenta un primo, fondamentale tassello» e che ora occorre tradurre i suoi principi «in azioni concrete, risorse adeguate, reti assistenziali efficienti, programmi di prevenzione strutturati e strumenti operativi», investendo nella prevenzione endocrino-metabolica, nella medicina territoriale, nell'educazione alimentare, nella ricerca e nell'innovazione terapeutica.
Durante l'incontro sono stati illustrati anche i dati relativi all'età pediatrica. Nel biennio 2024-2025 il 26% dei minori tra i 3 e i 17 anni risulta in eccesso di peso, con una prevalenza che raggiunge il 32,3% tra i bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni. L'analisi Istat evidenzia inoltre una forte associazione con le condizioni socioeconomiche e con il livello di istruzione dei genitori: la quota di minori in eccesso ponderale sale al 35,8% quando entrambi i genitori sono in eccesso di peso e raggiunge il 33,8% nelle famiglie con basso livello di istruzione, confermando il peso dei determinanti sociali nella diffusione della patologia.
In chiusura dei lavori è intervenuto anche Jens Pii Olesen, General Manager e Vice President di Novo Nordisk Italia, che ha richiamato l'impegno dell'azienda nella ricerca sull'obesità. «Da oltre 30 anni siamo impegnati nella ricerca e sviluppo di soluzioni sempre più innovative per il trattamento di questa patologia e nella promozione della prevenzione, della corretta conoscenza e della percezione della malattia», ha affermato, auspicando una collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e altri attori coinvolti «per fare la differenza nella vita delle persone con obesità».
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