Obesità
01 Luglio 2026Firmato il decreto che istituisce l'Osservatorio nazionale. Al Senato il punto sull'attuazione della legge 149/2025: focus su LEA, PDTA, Fondo obesità e accesso uniforme alle cure

"Abbiamo una legge, le risorse e una strategia chiara. Ora dobbiamo costruire il sistema". È questo il messaggio lanciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo al convegno "Obesità: la legge c'è. Ora costruiamo il sistema", promosso al Senato per fare il punto, a nove mesi dall'approvazione della legge 149/2025, sullo stato di attuazione della prima normativa al mondo che riconosce l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. Il ministro ha annunciato i primi passaggi operativi previsti dalla legge. "Lo scorso 19 giugno ho firmato il decreto istitutivo dell'Osservatorio nazionale sull'obesità", ha spiegato, definendolo "un passaggio fondamentale" per consentire all'organismo di svolgere le funzioni previste dalla norma, dal monitoraggio delle azioni regionali alla valutazione dell'efficacia dei trattamenti, fino al raccordo con la Cabina di regia del Piano nazionale della cronicità. Parallelamente, gli uffici del Ministero sono già al lavoro sulla definizione del Programma nazionale di prevenzione e cura dell'obesità, destinato a rappresentare la roadmap che guiderà le Regioni nell'attuazione della legge.
Tra gli obiettivi figurano il rafforzamento della prevenzione fin dall'infanzia, il coinvolgimento di famiglie e scuole, il potenziamento delle attività di informazione e la promozione dell'inclusione. Schillaci ha inoltre ricordato che è atteso a breve il decreto del Ministero dell'Economia per la ripartizione delle ulteriori risorse stanziate con l'ultima legge di Bilancio e ha ribadito come l'aggiornamento dei LEA rappresenti uno dei passaggi fondamentali per garantire un accesso uniforme alle cure sul territorio nazionale. Secondo il ministro, l'obesità rappresenta una delle principali sfide per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Il costo economico supera infatti i 13 miliardi di euro l'anno, oltre la metà dei quali grava direttamente sul SSN. Anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha sottolineato il valore della norma, ricordando che l'ultima legge di Bilancio ha incrementato di oltre 3,3 milioni di euro il Fondo obesità. L'obiettivo, ha spiegato, è rafforzare gli interventi di prevenzione e accompagnare l'attuazione della legge con strumenti concreti, garantendo appropriatezza, sostenibilità ed equità.
Sul piano parlamentare, il promotore dell'iniziativa, il senatore Raoul Russo, ha evidenziato come il passaggio decisivo sia ora rendere effettivi gli strumenti previsti dalla legge. "Non basta avere scritto un principio giusto in una legge storica, bisogna renderlo esigibile per i cittadini. Osservatorio, LEA, PDTA e accesso ai trattamenti non possono restare fermi". Nel corso del confronto è stato inoltre affrontato il tema dell'accesso ai farmaci innovativi contro l'obesità, oggi prevalentemente a carico dei pazienti. Il direttore tecnico-scientifico di Aifa, Pierluigi Russo, ha parlato della necessità di integrare le nuove opportunità terapeutiche all'interno del Servizio sanitario nazionale attraverso un percorso che tenga insieme innovazione, appropriatezza clinica e sostenibilità economica, considerando l'elevato impatto epidemiologico della patologia. Dal convegno è emersa infine una roadmap condivisa per il biennio 2026-2027: rendere pienamente operativo l'Osservatorio nazionale, completare il Programma nazionale sull'obesità, aggiornare i PDTA, rafforzare il coordinamento con le Regioni e definire modelli sostenibili di accesso ai trattamenti, affinché il riconoscimento della malattia si traduca in diritti effettivamente esigibili per i pazienti.
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