liste attesa
29 Aprile 2026Il ministro Orazio Schillaci rivendica i primi risultati sulle attese e indica le prossime priorità

L’81% delle visite specialistiche viene oggi erogato nei tempi previsti, ma resta ancora un 20% di prestazioni urgenti che non rispetta le scadenze. È il bilancio tracciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto il 29 aprile a Unomattina su Rai1, con un punto sui principali dossier del Servizio sanitario nazionale.
Secondo il ministro, la legge sulle liste d’attesa “dove applicata funziona” e i primi mesi del 2026 mostrano un miglioramento rispetto allo scorso anno. Schillaci ha citato inoltre oltre mille ospedali che avrebbero incrementato fino al 20% e oltre il numero di prestazioni e ridotto i tempi di attesa rispetto al 2025.
Tra gli esempi indicati, alcuni centri riescono a eseguire una Tac del torace in quattro giorni e una visita cardiologica specialistica in cinque giorni. Il ministro ha però riconosciuto differenze territoriali ancora marcate e la necessità di garantire standard omogenei “da Nord a Sud”.
Un capitolo centrale riguarda la domanda impropria di prestazioni. “Oggi si fanno ancora troppi esami inutili”, ha affermato Schillaci, sottolineando l’impatto del fenomeno sia sulla sostenibilità del sistema sia sui tempi di accesso per chi ha reale necessità clinica.
Per affrontare il tema, il ministero sta lavorando con l’Istituto superiore di sanità alla definizione di linee guida moderne e buone pratiche cliniche. Il ministro ha richiamato anche la necessità di tutelare i professionisti quando prescrivono in modo appropriato o negano esami non indicati.
Sul fronte organizzativo, Schillaci ha posto l’accento sui pazienti fragili e cronici. Per questa platea, secondo il ministro, occorre superare una gestione basata esclusivamente sul Cup e costruire percorsi di presa in carico dedicati da parte delle strutture sanitarie responsabili del follow-up.
Nell’intervento è tornato anche il tema della riforma della medicina territoriale. Il ministro ha ribadito la volontà di rendere il sistema più moderno e accessibile, assicurando però che non sarà abolito il rapporto fiduciario tra cittadini e medici di famiglia. Il confronto, ha precisato, dovrà coinvolgere Regioni e professionisti.
Infine, Schillaci ha definito “inaccettabile” che aspettativa di vita e accesso alle cure possano dipendere da residenza, reddito o livello di istruzione, indicando nella riduzione delle disuguaglianze uno degli obiettivi strategici del Ssn.
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