salute mentale
21 Aprile 2026Il Ministero della Salute diffonde i dati 2024: 845.516 assistiti dai servizi specialistici

Sono 845.516 le persone con problemi di salute mentale assistite nel 2024 dai servizi specialistici in Italia. Il dato emerge dal nuovo Rapporto sulla salute mentale pubblicato dal Ministero della Salute, che accompagna l’avvio del nuovo Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030, sostenuto da nuove risorse economiche e da interventi di rafforzamento dei servizi territoriali.
Il Rapporto, disponibile sul sito del Ministero, fotografa la domanda assistenziale e l’organizzazione dei servizi nel 2024. La maggior parte degli assistiti è di sesso femminile (55,9%). Il 66,3% ha più di 45 anni. Le fasce più rappresentate sono quelle tra 45 e 54 anni e tra 55 e 64 anni.
Nel corso del 2024 i pazienti entrati in contatto per la prima volta con i Dipartimenti di Salute Mentale sono stati 272.497. Di questi, il 95% ha avuto un primo accesso ai servizi nella vita, pari a 258.999 persone.
Le prestazioni erogate dai servizi territoriali ammontano a 10.061.000, con una media di 13,6 per utente. L’81,7% degli interventi è stato effettuato in sede, l’8,3% a domicilio, mentre la restante quota in sedi esterne. Tra gli operatori prevalgono infermieri (44,1%) e medici (28,9%). Il 33,9% degli interventi riguarda attività infermieristica a domicilio e sul territorio, il 25,4% attività psichiatrica, il 10,7% attività di riabilitazione e risocializzazione territoriale.
Il documento segnala anche differenze di genere nei disturbi trattati. I tassi relativi a disturbi schizofrenici, abuso di sostanze e ritardo mentale risultano più elevati negli uomini. Disturbi affettivi, nevrotici e depressivi mostrano invece valori più alti nelle donne. Per la depressione il tasso femminile è quasi doppio rispetto a quello maschile: 46,5 per 10.000 abitanti contro 27,0.
Accanto ai dati 2024, il Ministero collega la pubblicazione al nuovo Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030, aggiornato dopo oltre dieci anni e reso operativo dall’Accordo in Conferenza unificata del 29 dicembre 2025. Il Piano prevede 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028 e 30 milioni annui dal 2029. Di questi, 30 milioni l’anno sono vincolati alle assunzioni di personale.
Tra le linee di intervento indicate figurano il potenziamento della diagnosi precoce, il rafforzamento della neuropsichiatria infantile, la creazione di équipe multidisciplinari sul territorio e il consolidamento dei percorsi di prevenzione, cura, riabilitazione e integrazione sociosanitaria lungo tutto l’arco della vita. Previsto anche un focus su infanzia, adolescenza, transizione all’età adulta e nuovi bisogni legati all’ambiente digitale.
Il Ministero segnala inoltre la necessità di adeguare il Rapporto con nuovi indicatori utili al monitoraggio delle azioni previste dal Piano nazionale.
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