Diabete
15 Aprile 2026Il 14 aprile, in audizione al Senato, FeSDI ha chiesto integrazione tra ospedale e territorio, più personale formato e pieno utilizzo dei dati per programmare l’assistenza

La FeSDI segnala criticità nella presa in carico delle persone con diabete e chiede un modello assistenziale più integrato. È quanto emerso il 14 aprile durante l’audizione in 10ª Commissione del Senato, nell’ambito dell’esame dei disegni di legge sul riordino del Servizio sanitario nazionale e sulla governance farmaceutica.
“In Italia, il diabete interessa oltre 4 milioni di persone, rappresentando il banco di prova più evidente per misurare l’efficacia del sistema sanitario nella gestione delle patologie croniche. È necessario superare frammentazioni e disomogeneità territoriali”, ha dichiarato Salvatore De Cosmo, presidente AMD e FeSDI. “Nonostante una rete diabetologica ampia e strutturata, la presa in carico delle persone con diabete è troppo spesso discontinua lungo lo stivale”.
Da qui la richiesta di adottare un Chronic Care Model, fondato sulla centralità della persona, sulla multidisciplinarietà e sulla responsabilità condivisa tra i diversi livelli assistenziali. Tra i punti indicati dalla Federazione anche il rafforzamento dell’integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera e il miglioramento dell’accesso alle terapie.
Un ulteriore nodo riguarda le risorse umane. FeSDI sottolinea la necessità di potenziare il personale sanitario dedicato e di rafforzare la formazione, anche in ambito digitale, per evitare che le innovazioni terapeutiche e tecnologiche restino sottoutilizzate.
Sul fronte della governance farmaceutica, la Federazione richiama l’esigenza di coniugare equità ed eccellenza nell’accesso alle cure. “L’innovazione farmacologica in diabetologia sta avanzando rapidamente, ma il suo valore reale dipende dalla capacità del sistema di garantirne un accesso uniforme e appropriato su tutto il territorio nazionale”, ha affermato Raffaella Buzzetti, presidente SID.
Tra le priorità indicate anche l’utilizzo sistematico dei dati clinici per programmare l’assistenza. “È fondamentale rafforzare l’integrazione tra farmaco e percorso di cura, investendo sull’interoperabilità dei dati e sul pieno utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico, affinché le decisioni di policy siano sempre più basate su evidenze reali”, ha aggiunto Buzzetti.
Secondo FeSDI, la real world evidence rappresenta una leva strategica per monitorare la qualità dell’assistenza e orientare le decisioni. In questo ambito è stato richiamato il ruolo degli Annali AMD, che consentono il monitoraggio su larga scala dei profili assistenziali delle persone con diabete seguite nei centri italiani.
“Questi provvedimenti rappresentano un passaggio cruciale per il futuro del Servizio sanitario nazionale: ora è fondamentale tradurre i principi in scelte operative coerenti, superando le disuguaglianze territoriali e costruendo un modello realmente integrato”, hanno concluso i presidenti.
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