Ricerca
09 Marzo 2026Firmati i decreti attuativi del piano previsto dalla legge di Bilancio 2026

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) finanzia un piano straordinario per il reclutamento di ricercatori nelle università e negli enti pubblici di ricerca. Il ministro Anna Maria Bernini ha firmato i decreti attuativi del programma previsto dalla legge di Bilancio 2026, che mette a disposizione risorse per assumere fino a 2.000 ricercatori e consolidare le competenze sviluppate nell’ambito dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Il piano prevede un finanziamento di 18,5 milioni di euro nel 2026, che salirà a 60,7 milioni di euro annui a partire dal 2027. Le risorse ministeriali copriranno fino al 50% del costo complessivo delle nuove assunzioni, mentre la restante quota sarà sostenuta da università ed enti di ricerca, con l’obiettivo di rafforzare in modo strutturale il reclutamento nel sistema della ricerca.
Tra i ricercatori previsti dal piano, 1.051 provengono da progetti finanziati dal Pnrr. Di questi, 880 saranno assunti nelle università e 204 negli enti pubblici di ricerca vigilati dal Mur.
Una parte delle risorse è destinata anche alla stabilizzazione di 276 ricercatori e tecnologi negli enti di ricerca. Il finanziamento riguarda in particolare il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), con 97 assunzioni, l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) con 91, e l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) con 52. Sono inoltre previste assunzioni presso l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la Stazione zoologica Anton Dohrn, l’Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim), l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale (Ogs) e l’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste.
«Il nostro obiettivo è rimettere la conoscenza al centro dell’azione di governo», ha dichiarato il ministro Bernini, sottolineando che il piano punta a valorizzare le competenze maturate nei programmi di ricerca finanziati dal Pnrr e a rafforzare la capacità di innovazione del sistema scientifico nazionale.
Secondo il ministero, il provvedimento rappresenta un intervento strutturale per sostenere la ricerca pubblica e garantire continuità alle professionalità entrate nel sistema grazie agli investimenti del Pnrr.
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