Dispositivi medici
02 Marzo 2026Confindustria DM commenta l’ordinanza del Consiglio di Stato che rimette alla Corte costituzionale il contributo dello 0,75% al Fondo dispositivi medici e chiede un tavolo al Ministero

Il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità del contributo dello 0,75% sul fatturato destinato al Fondo per il governo dei dispositivi medici. Lo rende noto Confindustria Dispositivi Medici in un comunicato stampa.
“Accogliamo con grande attenzione e soddisfazione le ordinanze con cui il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità del contributo dello 0,75% destinato al Fondo per il governo dei dispositivi medici. È un passaggio importante perché sottolinea la necessità di un quadro normativo organico per il settore, evitando una stratificazione di oneri – dal payback al contributo sul fatturato – che nel loro insieme rischiano di generare effetti distorsivi e cumulativi per le imprese del settore”, dichiara Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici.
Secondo Faltoni, “il finanziamento delle attività di governo e vigilanza di un comparto strategico deve avvenire secondo criteri equi e coerenti con i principi costituzionali”.
Nel comunicato si legge che le imprese del settore “hanno sempre dimostrato senso di responsabilità e piena collaborazione nel garantire sostenibilità, qualità e sicurezza dell’innovazione tecnologica al servizio dei pazienti e del sistema sanitario”. La Federazione esprime la convinzione che la pronuncia della Corte costituzionale possa offrire “un chiarimento definitivo su una materia che incide in modo significativo sull’equilibrio economico delle imprese e sulla loro capacità di continuare a investire in innovazione, ricerca e sviluppo nel nostro Paese”.
Il rinvio alla Consulta viene definito “un’occasione per finalmente avviare una riflessione più ampia sul modello di governance e di finanziamento del settore”. Confindustria DM chiede “con urgenza la convocazione del tavolo della governance presso il Ministero della Salute”, atteso da tempo, e sollecita il “superamento definitivo del payback, la cui partita 2019-2024 è ancora aperta e sarà insostenibile per le imprese”.
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