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Spesa Farmaceutica

24 Febbraio 2026

Spesa farmaceutica e remunerazione farmacie, l’inchiesta Dataroom e la replica Federfarma

L’analisi Dataroom sul sistema di remunerazione e distribuzione dei farmaci riaccende il confronto con Federfarma


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Il dibattito sul sistema di remunerazione delle farmacie e sugli effetti della distribuzione dei farmaci torna al centro dell’attenzione dopo l’analisi pubblicata da Dataroom del Corriere della Sera e la successiva replica di Federfarma, che contesta la ricostruzione dell’impatto sulla spesa farmaceutica.

Secondo quanto riportato nell’inchiesta firmata da Milena Gabanelli e Simona Ravizza, la riforma della remunerazione delle farmacie e il passaggio di alcuni medicinali dalla distribuzione diretta ospedaliera alla dispensazione territoriale avrebbero determinato un incremento della spesa pubblica, stimato in circa 270 milioni di euro annui considerando gli effetti complessivi lungo la filiera. L’analisi ricostruisce in particolare il nuovo sistema di remunerazione introdotto con la legge di bilancio 2024, che sostituisce il precedente modello percentuale con una componente fissa per confezione e una quota percentuale ridotta, e valuta l’impatto economico attraverso esempi riferiti a diverse tipologie di medicinali.

L’inchiesta evidenzia inoltre il cambio di canale distributivo per alcuni farmaci, tra cui medicinali antidiabetici, che da modelli di distribuzione diretta o per conto sono passati alla dispensazione convenzionata in farmacia. Secondo la ricostruzione Dataroom, questo passaggio avrebbe comportato variazioni nei margini riconosciuti ai diversi attori della filiera e potenziali effetti di incremento della spesa a carico del Servizio sanitario nazionale.

Alla pubblicazione dell’analisi è seguita la replica di Federfarma, che contesta l’impostazione e le conclusioni dell’inchiesta. Nella nota, la federazione delle farmacie territoriali sottolinea che il nuovo modello di remunerazione sarebbe stato definito con l’obiettivo di garantire sostenibilità, trasparenza e omogeneità nazionale, evidenziando come la riforma introduca meccanismi di controllo della spesa e non determini automaticamente un aumento dei costi complessivi. Federfarma richiama inoltre il ruolo della dispensazione territoriale nel migliorare accessibilità e continuità assistenziale per i cittadini, sostenendo che la valutazione economica debba considerare anche gli effetti organizzativi e di servizio.

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