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Farmaci

13 Febbraio 2026

Farmaci, in Italia attivi più di 350 registri di monitoraggio. L'analisi Foce

Foce: Fondamentali studi real world. Il presidente Cognetti: “Condotti su popolazioni più ampie  supportano decisioni di politica sanitaria”


Pillole antivirali

È importante mettere a sistema e Migliorare la 'Real world evidence', l'analisi strutturata e organizzata di dati provenienti dalla reale pratica clinica, e promuovere una reale medicina personalizzata a seguito delle evidenze prodotte da studi prospettici dell'attività di farmaci bersaglio-specifici, mettendo a sistema tutte le fonti di 'Real world data' che ci sono in Italia integrando i dati dei registri clinici con i dati amministrativi. È il  messaggio emerso nei giorni scorsi durante un convegno alla Camera dei deputati promosso da Foce (Confederazione degli oncologi, cardiologi  ed ematologi), dal titolo 'Studi di Real World: infrastrutture e  qualità, linee guida nelle principali patologie e gestione delle  malattie croniche, il ruolo dell'Ia e il contributo nel frame work  regolatorio per l'accesso ai nuovi farmaci'.

 "Gli studi di real world sono importanti anche per supportare le  decisioni di politica sanitaria - afferma Francesco Cognetti,  presidente di Foce - Il nostro Paese è all'avanguardia in Europa per  quantità e qualità di Rwe prodotte. Lo dimostra l'alto numero di  registri di monitoraggio attivati dall'Agenzia italiana del farmaco.  Tra il 2024 e inizio 2025, solo in ambito oncologico sono stati  approvati in Italia oltre 39 farmaci per il trattamento di diverse  neoplasie. Gli studi registrativi, soprattutto quelli per terapie  anti-cancro, sono però svolti su gruppi di pazienti iper selezionati e non sempre danno tutte le informazioni necessarie. Sono poco  rappresentati i malati in politerapia, pazienti anziani o obesi, o con altre condizioni critiche. Una gestione più consapevole dei dati  consente una comprensione più profonda degli interventi medici e una  sanità più efficiente". La Rwe "è quindi un settore della ricerca  sulla quale dobbiamo investire maggiormente per favorire lo sviluppo  clinico, migliorare i processi regolatori e ottenere nuove conferme  dalla letteratura scientifica. Tutto ciò - prosegue Cognetti -  presuppone una vera e propria rivoluzione in termini di raccolta  digitale dei dati anche a livello di intelligenza artificiale. Questo  cambiamento deve avvenire su base nazionale invece che regionale come  attualmente sta succedendo in Italia. C'è bisogno di strumenti tecnici di elevata tecnologia e di una specifica preparazione del personale  preposto. Sono nuovi sistemi che possono garantire la riduzione dei  costi e una veloce raccolta dei dati necessari anche nei processi  regolatori e di approvazione dei nuovi farmaci".

"Oggi corriamo il rischio di avere persino troppi dati che provengono dalla ricerca medico-scientifica - ha aggiunto Robert Nisticò, presidente dell'Aifa -. Dobbiamo quindi cercare delle nuove strategie per riuscire a coordinarsi a livello istituzionale e burocratico". "Gli over 70, che sono più fragili, sono poco presenti nei trial mentre sappiamo che i tumori sono una malattia tipica degli anziani - ha spiegato Massimo Di Maio, Presidente Nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) -. La Real world evidence ci consente, tra le altre cose, una migliore descrizione della tollerabilità del trattamento". "Abbiamo accesso ad una quantità sempre più crescente ed eterogenea di dati - ha affermato Gianluca Trifirò, professore ordinario di farmacologia presso l'Università di Verona -. La grande sfida è imparare a gestire l'enorme mole di dati sanitari raccolta quotidianamente".

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