Giornata mondiale cancro
04 Febbraio 2026Il DDL Locatelli formalizza, per la prima volta in Italia, dopo anni di attesa, diritti e tutele della figura del caregiver
In occasione del World Cancer Day, celebrato il 4 febbraio, il tema dei caregiver è tornato al centro del dibattito istituzionale grazie all’iniziativa promossa dal Gruppo di advocacy “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, che per il quarto anno consecutivo ha riunito associazioni di pazienti, clinici, rappresentanti politici e stakeholder dell’area oncologica. Quest’anno l’attenzione si è concentrata sul ruolo cruciale del caregiver familiare e sulla recente approvazione in Consiglio dei Ministri del DDL Locatelli, che avvia per la prima volta in Italia un riconoscimento giuridico e un sistema di tutele dedicate a chi presta assistenza continuativa a un familiare non autosufficiente. «Per la prima volta il tema del caregiver viene affrontato in modo organico», ha dichiarato Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna ODV e coordinatrice del Gruppo promotore. «Il DDL rappresenta un primo, fondamentale passo per garantire protezione sociale, economica e assistenziale a milioni di persone che si prendono cura dei propri familiari ogni giorno».
Secondo le stime, nel nostro Paese i caregiver familiari sono tra i 7 e gli 8,5 milioni, pari a oltre il 17% della popolazione. L’80% sono donne, con un’età media compresa tra i 45 e i 64 anni, ma cresce anche il numero dei giovani caregiver. Dietro questi numeri si celano storie di dedizione e amore, ma anche di isolamento, burnout, difficoltà economiche e mancanza di supporti adeguati. Cuore dell’evento è stata la proiezione del cortometraggio d’autore “La luce nella crepa”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, che racconta la quotidianità del caregiver attraverso una narrazione intensa e personale. A seguire, le testimonianze dirette di chi vive ogni giorno accanto a un paziente oncologico hanno restituito uno spaccato autentico di una realtà spesso ignorata: la fatica di conciliare lavoro e cura, l’impatto economico delle terapie, il bisogno di servizi più accessibili e di un riconoscimento sociale concreto. Il disegno di legge introduce un sistema di quattro livelli di tutela, graduati in base all’intensità dell’impegno di cura e alla convivenza, e prevede un contributo economico fino a 400 euro mensili per i nuclei con ISEE inferiore a 15 mila euro, a partire dal 2027. La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 257 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028. Un primo impianto normativo che, pur accolto con favore, resta aperto a miglioramenti nel corso dell’iter parlamentare.
Dal mondo politico è arrivato un plauso bipartisan, accompagnato dalla richiesta di rafforzare e ampliare le tutele. «Accanto a ogni malato oncologico c’è quasi sempre un caregiver», ha sottolineato la deputata Vanessa Cattoi, coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”. «Riconoscerli significa migliorare la qualità della cura e affermare un principio di dignità e giustizia sociale». Sulla stessa linea il senatore Guido Quintino Liris, che ha richiamato la necessità di un cambiamento culturale: «I caregiver sono i veri eroi silenziosi. Il nostro obiettivo non è solo legislativo, ma anche quello di costruire una società che ne riconosca il valore». Non sono mancate voci critiche, come quella dell’onorevole Ilenia Malavasi, che ha evidenziato limiti e platee ristrette del provvedimento, auspicando un sistema più inclusivo, con maggiori servizi, tutele previdenziali e strumenti di conciliazione tra lavoro e cura.
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