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03 Dicembre 2025

Medicinali critici, l’Italia frena sulle regole UE: “Ema distinta dai tavoli industriali”

Al Consiglio Epsco l’Italia ribadisce la necessità di distinguere le funzioni tecniche dell’Ema da quelle industriali del nuovo gruppo Ue


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Al Consiglio Epsco di Bruxelles, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha riaffermato la posizione dell’Italia sul Critical Medicines Act, sottolineando la necessità di mantenere una netta separazione tra il gruppo di coordinamento sui medicinali critici istituito dalla Commissione europea e il gruppo direttivo esecutivo dell’Ema responsabile per carenze e sicurezza dei farmaci, “sia per evitare  duplicazioni di attività, sia per distinguere prerogative tecniche di  salute pubblica da quelle industriali”. Una sovrapposizione di ruoli, ha evidenziato il ministro, rischierebbe infatti di confondere piani e responsabilità nella gestione delle criticità legate ai medicinali essenziali.

L’Italia ha inoltre espresso forti riserve sull’obbligo per gli Stati membri di notificare al gruppo di coordinamento l’intenzione di introdurre o modificare misure relative alle scorte di emergenza. Poiché tale organismo ha una natura “prevalentemente industriale”, Schillaci ha avvertito che un simile meccanismo potrebbe generare effetti controproducenti, “creare o aggravare carenze”, senza un preliminare allineamento con l’autorità regolatoria europea.

Per questo, il ministro ha chiesto che ogni informativa in materia di scorte venga indirizzata prima all’Ema, responsabile della tutela della salute pubblica, e solo successivamente al gruppo di coordinamento. “Non è una questione procedurale – ha concluso – ma la necessità di ribadire con chiarezza che, nella gestione dei medicinali critici, la priorità deve essere la salute dei cittadini, non le dinamiche di mercato”.

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