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Farmaci

11 Settembre 2025

Farmaci importati dalla Cina, l’amministrazione Trump valuta restrizioni

L’amministrazione Trump sta valutando un ordine esecutivo che introdurrebbe forti restrizioni sull’acquisto e l’importazione di farmaci sviluppati in Cina. Una misura che, se attuata, potrebbe avere impatti rilevanti sulla disponibilità di medicinali negli Stati Uniti


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Secondo quanto riportato dal New York Times, l’amministrazione Trump sta valutando un ordine esecutivo che introdurrebbe forti restrizioni sull’acquisto e l’importazione di farmaci sviluppati in Cina. Una misura che, se attuata, potrebbe avere impatti rilevanti sulla disponibilità di medicinali negli Stati Uniti, dai generici alle terapie innovative.

Il quotidiano americano riferisce che la bozza di provvedimento, circolata tra investitori e aziende farmaceutiche, prevede una revisione obbligatoria da parte del Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS) per gli accordi che riguardano i diritti su farmaci sperimentali provenienti dalla Cina. Inoltre, si ipotizzano controlli più stringenti sui dati clinici generati nel Paese asiatico, l’introduzione di incentivi fiscali e un sistema di preferenza negli acquisti pubblici per le aziende che sposteranno la produzione negli Stati Uniti.

Secondo il New York Times, la prospettiva ha aperto un forte confronto di lobbying. Da una parte investitori e imprenditori vicini a Trump spingono per un intervento deciso, sostenendo che la crescita della biotech cinese rappresenta una minaccia per il settore statunitense. Dall’altra, i grandi gruppi farmaceutici come Pfizer e AstraZeneca si oppongono a restrizioni che limiterebbero l’accesso a farmaci sperimentali sviluppati in Cina, spesso acquisiti a condizioni più vantaggiose rispetto alle controparti statunitensi.

Negli ultimi anni, osserva ancora il quotidiano, le multinazionali hanno concluso numerosi accordi con biotech cinesi in aree terapeutiche strategiche, dall’oncologia alle malattie cardiovascolari. Alcuni Paesi occidentali hanno sollevato preoccupazioni sulla dipendenza dagli approvvigionamenti cinesi, che riguarda sia principi attivi di farmaci generici sia nuove molecole sperimentali.

Un portavoce della Casa Bianca ha precisato che la proposta “non è attivamente in discussione”, ma il giornale riferisce che fino alla scorsa settimana erano in corso consultazioni con investitori e aziende.

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