Farmaceutica
07 Luglio 2025Il sottosegretario annuncia l’intenzione di inserire la misura nella prossima Legge di Bilancio: “Siamo leader in Europa, ma dipendenti da India e Cina per l’80% delle molecole”

Dobbiamo riportare in Italia la produzione di principi attivi ed eccipienti farmaceutici. È una questione strategica per la nostra sicurezza sanitaria”. Lo ha dichiarato Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, intervenendo al Forum in Masseria a Manduria, in occasione del panel “Le nuove frontiere della salute: innovazione, prevenzione e sostenibilità”. Una dichiarazione che ha riacceso il dibattito sul futuro dell’autonomia produttiva farmaceutica del nostro Paese.
Attualmente, l’80% dei principi attivi utilizzati per produrre farmaci in Italia proviene da India e Cina. “Un eventuale blocco commerciale con questi Paesi – ha avvertito Gemmato – ci lascerebbe senza scorte nel giro di poche settimane. Serve riportare sul nostro territorio questa parte fondamentale della filiera per evitare vulnerabilità strutturali”. L’Italia, ha ricordato, è oggi leader in Europa nella produzione farmaceutica con 56 miliardi di euro l’anno, superando la Germania, e questo ruolo va consolidato anche sul piano della manifattura di base. L’obiettivo è inserire nella prossima Legge di Bilancio misure concrete a sostegno del reshoring industriale, con incentivi fiscali, semplificazioni normative e sinergie pubblico-private. “La tradizione farmaceutica italiana è un asset strategico – ha aggiunto – e durante il Covid ne abbiamo capito il valore. Ora, in un quadro di stabilità politica, possiamo rafforzare ancora di più la nostra competitività”.
Gemmato ha poi evidenziato la necessità di integrare le politiche industriali con quelle sanitarie, guardando non solo alla produzione ma anche alla ricerca clinica, alle biotecnologie e al trasferimento tecnologico. “Essere leader nella farmaceutica non può significare solo produrre confezioni: dobbiamo attrarre investimenti sulle fasi ad alto valore, come R&D e studi clinici. L’autonomia si difende con un ecosistema completo, dove università, industria e Stato lavorano insieme”, ha concluso il sottosegretario.
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