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18 Giugno 2025

Stati Generali Prevenzione, da Napoli parte la sfida per una sanità più equa. Il bilancio

Si sono chiusa a Napoli gli Stati Generali della Prevenzione, l’evento organizzato dal Ministero della Salute, che per due giorni ha visto confronti, stand, screening gratuiti e tavole rotonde, con l’obiettivo di rilanciare il ruolo centrale della prevenzione


schillaci

Si è chiusa a Napoli la prima edizione degli Stati Generali della Prevenzione, l’evento organizzato dal Ministero della Salute, che per due giorni ha animato la città con confronti, stand, screening gratuiti e tavole rotonde, con l’obiettivo di rilanciare il ruolo centrale della prevenzione nella sanità pubblica italiana. Un bilancio che il ministro della Salute, Orazio Schillaci, definisce “più che positivo”: “Questa prima edizione rappresenta un successo importante — ha dichiarato — che dimostra la voglia degli italiani di prendersi cura della propria salute. La risposta è stata generosa: circa mille prestazioni erogate negli stand del Villaggio della Prevenzione, migliaia di cittadini coinvolti e adesione crescente ai programmi di screening”.

Nel suo intervento conclusivo, il ministro ha ribadito che “la prevenzione è un investimento sulla propria vita e su quella delle persone che amiamo” e ha lanciato un appello ai cittadini: “Comprendano che ci sono malattie che non ammettono rinvii. Gli screening devono avere priorità su ogni altro impegno”. Tra gli obiettivi dichiarati: superare i divari territoriali che ancora oggi penalizzano alcune aree del Paese. “Il nostro Servizio Sanitario Nazionale, che quest’anno compie 47 anni, ha bisogno di una riforma strutturale per assicurare che viaggi alla stessa velocità su tutto il territorio. Non possiamo più accettare che termini come ‘gap’ e ‘differenze territoriali’ facciano parte del vocabolario della nostra sanità”, ha sottolineato Schillaci. Accanto all’aumento degli investimenti — “6,4 miliardi nel 2024, ma serve fare di più” — il ministro ha indicato nella valorizzazione delle risorse umane e nell’utilizzo intelligente dei dati sanitari due leve fondamentali per rafforzare la prevenzione: “Stiamo vivendo un cambiamento culturale che possiamo accelerare grazie alla medicina territoriale e alle Case di comunità. La prevenzione è una partita che si vince solo giocando tutti insieme”.

Una visione condivisa da Maria Rosaria Campitiello, capo della Prevenzione del Ministero della Salute, che ha chiuso i lavori con un appello a consolidare questo nuovo approccio: “Abbiamo voluto alzare meno la voce e più il livello della discussione: 178 relatori, 43 società scientifiche, 11 ordini professionali, 100 sanitari degli IRCCS e oltre 2.150 cittadini coinvolti, con 1.175 screening prenotati e 610 già eseguiti”. Campitiello ha illustrato la bozza di decalogo elaborata durante la due giorni, che punta a definire i pilastri della prevenzione: “È una svolta culturale, un investimento per la crescita economica e il benessere collettivo. Significa rafforzare gli screening, prendersi cura delle cronicità, puntare su tecnologia, innovazione e comunicazione, senza dimenticare il ruolo della prevenzione veterinaria”. L’auspicio, ha aggiunto Campitiello, è che gli Stati Generali diventino un appuntamento fisso: “La sanità si pratica sul territorio e dobbiamo arrivare a convincere i cittadini che la prevenzione è un atto di responsabilità verso sé stessi e la comunità. Non basta dotarsi di tecnologie avanzate se manca la consapevolezza. Serve una vera e propria rivoluzione culturale”.

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