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13 Aprile 2026

Trapianti, Lombardia punta ad aumentare i donatori. Obiettivo ridurre le liste d’attesa

La Regione Lombardia punta a incrementare i donatori entro il 2026, investendo su innovazione e cultura del dono per ridurre le liste d’attesa


TRAPIANTI

La Regione Lombardia punta ad aumentare il numero dei donatori entro il 2026 per ridurre le liste d’attesa nei trapianti. È quanto emerso nel corso di un incontro con il coinvolgimento di istituzioni, esperti e associazioni di pazienti.

Secondo il presidente Attilio Fontana, i dati recenti confermano il primato regionale nel settore, sostenuto da una rete sanitaria diffusa e multidisciplinare. L’obiettivo indicato è consolidare i risultati, rafforzando la cultura della donazione e le campagne informative.

Nel corso del confronto è stato evidenziato che, nonostante l’Italia si collochi ai vertici europei per numero di trapianti, resta una domanda elevata. Le liste d’attesa sono ancora consistenti e caratterizzate da tempi non sempre compatibili con le condizioni cliniche dei pazienti.

L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato la necessità di intervenire su più leve: potenziamento organizzativo, accesso alle tecnologie e riduzione del tasso di opposizione alla donazione. Tra gli elementi richiamati, anche il ruolo della programmazione e della rete professionale regionale.

Un contributo al miglioramento delle performance è atteso dall’innovazione tecnologica. L’assessore Alessandro Fermi ha evidenziato il ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nell’ottimizzazione dei processi di trapianto, dalla selezione degli organi al monitoraggio post-operatorio.

Tra le innovazioni citate, le tecniche di perfusione degli organi consentono di estendere i tempi tra prelievo e trapianto e di migliorare la qualità degli organi disponibili, aumentando il numero di interventi possibili.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata la necessità di aggiornare il quadro normativo nazionale, a partire dalla legge 91/1999, per adeguarlo alle nuove esigenze organizzative e scientifiche.

Accanto agli aspetti organizzativi e tecnologici, resta centrale il tema della cultura della donazione. I dati più recenti indicano un aumento delle opposizioni, elemento che secondo gli operatori rischia di incidere sulla disponibilità di organi e sull’accesso ai trapianti.

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