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21 Novembre 2024È stato siglato un 'Action Paper per la gestione ottimale della malattia diabetica' e garantire un accesso equo, tempestivo e sostenibile alle nuove tecnologie. La firma è avvenuta, all'evento “Il monitoraggio interstiziale del glucosio: il coordinamento multilivello per garantire un accesso equo a tutti i pazienti”

È stato siglato in Senato un 'Action Paper per la gestione ottimale della malattia diabetica' e garantire un accesso equo, tempestivo e sostenibile alle nuove tecnologie. La firma è avvenuta, in chiusura dell'evento “Il monitoraggio interstiziale del glucosio: il coordinamento multilivello per garantire un accesso equo a tutti i pazienti”, che si è svolto su invito della senatrice Tilde Minasi, membro della Commissione Affari sociali del Senato della Repubblica, a cui hanno partecipato istituzioni, esperti, società scientifiche e associazioni pazienti di diverse regioni italiane, e che è stato realizzato con il contributo non condizionante di Roche.
L'innovazione - si legge in una nota - consente di rispondere in maniera efficace e personalizzata alle esigenze terapeutiche migliorando la qualità di vita delle persone con diabete, ma ad oggi l'offerta è disomogenea nelle regioni italiane e in tante non è ancora possibile avere accesso alle tecnologie più avanzate. Il documento, una 'call to action', contiene le azioni concrete per ridefinire e migliorare la presa in carico delle persone con diabete, definendo policy che consentano alla pluralità delle soluzioni, presenti e future, di essere messe rapidamente a disposizione delle persone con diabete e dei clinici in modo equo e sostenibile, superando le barriere nazionali e regionali ancora esistenti. Particolare attenzione - secondo i firmatari del documento - vanno riservati a: un celere e costante aggiornamento delle Linee di indirizzo regionali per la prescrizione dei dispositivi prima della pubblicazione delle gare di acquisto riferibili a nuove tecnologie; una strutturazione di modelli di procurement innovativi, definiti in base a una programmazione sanitaria corretta e allineata al fabbisogno, volta ad assicurare, a persone con diabete, un accesso ampio ed equo alle soluzioni di monitoraggio, incluse le tecnologie più recenti messe a disposizione dall'industria, lasciando al clinico la decisione di quale sia il device migliore in ottica di appropriatezza prescrittiva e personalizzazione della terapia.
Inoltre: rappresentanza costante di associazioni pazienti e società scientifiche in tavoli tecnici virtuosi al fianco delle istituzioni regionali e nazionali, affinché sostengano con le proprie competenze tecniche, esperienze e professionalità non solo la fase di programmazione sanitaria, ma tutto il percorso di gestione integrata della patologia volto a migliorare la qualità di vita di ogni persona con diabete; percorsi di formazione dedicati alle associazioni pazienti che favoriscano l'approfondimento di tematiche tecniche e l'adozione di linguaggi comuni, rafforzando la prospettiva delle persone con diabete nei tavoli di lavoro chiave al fianco delle istituzioni. E infine: l'ampliamento dei centri prescrittori di device costo-efficaci nelle regioni e la realizzazione di condizioni di equità di accesso su base nazionale, affinché ogni persona con diabete, da Nord a Sud, possa avere accesso a modelli di cura e gestione della patologia sempre più personalizzati, equi e sostenibili.
Il diabete, "oltre alle ripercussioni sulla salute individuale - osserva la senatrice Minasi - comporta significativi oneri economici per il sistema sanitario nazionale e la società. Il suo costante aumento sottolinea la necessità di interventi tempestivi e mirati. Si stima che una persona con diabete comporti costi associati alla presa in carico pari a circa 3.500 euro all'anno, ovvero 14 miliardi di euro totali. Di queste risorse, il 50% è da riferire ai ricoveri ospedalieri, in quanto il vero impatto in termini di salute e di costi è legato, per il 90%, alle comorbidità spesso presenti nelle persone con diabete. Basti pensare - precisa - che solo per le ipoglicemie severe, che spesso richiedono l'accesso al pronto soccorso, vengono spesi oltre 50 milioni annualmente in Italia. A fronte di questi dati, è evidente come il diabete e la sua corretta gestione rappresentino una priorità di salute pubblica alle quali è mandatorio rispondere tempestivamente e in maniera appropriata".
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