Alzheimer
18 Novembre 2024“Grande soddisfazione per l'approvazione di una nuova terapia innovativa da parte del Comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia europea per i medicinali". A esprimerlo l'Intergruppo parlamentare Alzheimer e Neuroscienze

“Grande soddisfazione per l'approvazione di una nuova terapia innovativa da parte del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema)". A esprimerlo l'Intergruppo parlamentare Alzheimer e Neuroscienze dopo il parere positivo espresso sull'anticorpo monoclonale lecanemab, per il trattamento dei pazienti con Alzheimer iniziale e particolari caratteristiche genetiche, rappresenta "una svolta storica per la lotta alla malattia di Alzheimer, che offre una speranza concreta a milioni di pazienti e alle loro famiglie". Si accende "una luce in fondo al tunnel per oltre 600mila persone affette da Alzheimer in Italia", afferma l'onorevole Annarita Patriarca, presidente dell'Intergruppo.
"Per la prima volta una terapia che rallenta il declino cognitivo diventa una realtà accessibile in Europa", sottolinea. "Adesso è cruciale che il nostro Paese si muova con rapidità per recepire queste innovazioni e garantirle ai pazienti. In questa direzione - evidenzia Patriarca - ho presentato un'interrogazione parlamentare al ministro della Salute per sapere se e quali iniziative intenda intraprendere per assicurare l'accesso tempestivo a queste terapie, riducendo il divario con altri Paesi come Stati Uniti, Regno Unito e Giappone, dove il farmaco è già disponibile". L'interrogazione parlamentare, depositata recentemente - si legge in una nota dell'Intergruppo Alzheimer e Neuroscienze - sollecita una chiara posizione del Governo rispetto alle nuove opportunità terapeutiche, chiedendo esplicitamente "se e quali iniziative di competenza il ministro intenda intraprendere per garantire ai pazienti italiani affetti da Alzheimer le cure e le terapie più avanzate e innovative".
Secondo i dati più recenti dell'Istituto superiore di sanità - ricorda l'Intergruppo - in Italia si stimano circa 1,2 milioni di persone affette da demenza, di cui il 50-60% sono casi di Alzheimer. La terapia appena approvata da Ema ha già ricevuto la 'luce verde' anche in Usa, UK, Giappone, Israele ed Emirati Arabi Uniti. "La scienza ci ha consegnato una straordinaria opportunità - commenta Beatrice Lorenzin, presidente dell'Intergruppo - ma sta a noi garantire che queste opportunità siano concretamente accessibili a tutti i cittadini. L'Italia ha già un Piano nazionale demenze, approvato nel 2014, e un Fondo dedicato, recentemente rifinanziato con 4,9 milioni di euro per il 2024 e 15 milioni per gli anni 2025 e 2026. Tuttavia - precisa la senatrice - è necessario uno sforzo maggiore per assicurare l'accesso tempestivo alle nuove terapie e ridurre le disuguaglianze regionali. Come Intergruppo, continueremo a lavorare con la comunità scientifica e le associazioni per superare ogni ostacolo".
L'Intergruppo parlamentare Alzheimer e Neuroscienze rimarca "come, nonostante la ricerca scientifica possa tradursi in soluzioni concrete per patologie gravi come l'Alzheimer, persistano disparità significative nell'accesso alle cure. Nonostante l'impegno dell'Italia nella prevenzione e diagnosi precoce, molti pazienti si trovano ancora privi di alternative terapeutiche avanzate, a differenza di quanto accade in altri Paesi".
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