ospedali
13 Luglio 2026Nel 2024 l'Italia conta 313 posti letto ospedalieri ogni 100.000 abitanti, contro una media Ue di 507. Prosegue il calo osservato nell'ultimo quindicennio.

L'Italia dispone di 313 posti letto ospedalieri ogni 100.000 abitanti, un valore nettamente inferiore alla media dell'Unione europea, pari a 507 posti letto ogni 100.000 abitanti nel 2024. Lo evidenziano gli ultimi dati pubblicati da Eurostat, che confermano anche la prosecuzione del trend di riduzione della dotazione ospedaliera a livello europeo.
Nel complesso, la disponibilità media di posti letto nell'Unione europea è scesa dai 511 posti letto ogni 100.000 abitanti del 2023 ai 507 del 2024, proseguendo una tendenza in atto dal 2009, quando la media europea era pari a 582 posti letto ogni 100.000 abitanti.
Secondo Eurostat, questa evoluzione riflette i progressi scientifici e tecnologici che hanno consentito di ridurre la durata media dei ricoveri e di trasferire un numero crescente di procedure dall'ospedale all'attività ambulatoriale o al day hospital.
Permangono tuttavia ampie differenze tra gli Stati membri. La Bulgaria registra il valore più elevato con 870 posti letto ogni 100.000 abitanti, seguita da Germania (759), Romania (731), Austria (655) e Cechia (639). L'Italia si colloca al di sotto della media europea con 313 posti letto ogni 100.000 abitanti. I valori più bassi si registrano invece in Svezia (187), Paesi Bassi (221), Danimarca (226), Finlandia (248), Spagna (283) e Irlanda (293).
Eurostat ha pubblicato anche i dati relativi ai posti letto nelle strutture residenziali per l'assistenza a lungo termine. In questo ambito l'Italia dispone di 523 posti letto ogni 100.000 abitanti, collocandosi in una posizione intermedia tra i Paesi dell'Unione. I valori più elevati sono stati registrati nei Paesi Bassi (1.390), in Svezia (1.298) e in Belgio (1.249), mentre i più bassi si osservano in Grecia (20), Bulgaria (26) e Portogallo (94).
L'analisi conferma una tendenza consolidata nella maggior parte dei Paesi europei: la progressiva riduzione dei posti letto ospedalieri si accompagna allo sviluppo di modelli assistenziali alternativi al ricovero, con una maggiore diffusione dell'assistenza ambulatoriale, del day hospital e delle cure territoriali.
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