Oncologia
24 Febbraio 2026La Relazione speciale della Corte dei Conti evidenzia progressi nell’attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro ma segnala incertezze

La Corte dei conti europea rileva progressi nell’attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro, ma segnala criticità relative alla sostenibilità futura, ai finanziamenti e ai sistemi di monitoraggio. È quanto emerge dalla Relazione speciale 07/2026 dell’istituzione di audit Ue dedicata alla valutazione del programma avviato nel 2021.
Il documento ricorda che il cancro rappresenta la seconda causa di morte nell’Unione europea, con circa 1,1 milioni di decessi annui e un impatto economico stimato superiore ai 100 miliardi di euro. In questo contesto la Commissione europea ha lanciato nel 2021 il Piano europeo di lotta contro il cancro, dotato di una prima disponibilità finanziaria di 4 miliardi di euro e articolato in 42 azioni, tra cui dieci iniziative faro, finalizzate a intervenire lungo l’intero percorso oncologico: prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e qualità della vita dei pazienti.
Secondo la Corte, il piano ha contribuito al coordinamento degli sforzi degli Stati membri e ha favorito lo sviluppo di numerose iniziative e piattaforme a livello europeo. Tuttavia, la relazione evidenzia come la progettazione del programma presenti limiti, tra cui l’assenza di una valutazione d’impatto preliminare e la presenza di obiettivi in parte generici o privi di indicatori quantitativi, elementi che rendono più complessa la misurazione dei risultati.
Un ulteriore nodo riguarda la sostenibilità finanziaria. Pur essendo stati impegnati oltre 2,7 miliardi di euro della dotazione iniziale entro il 2025, la revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale ha comportato una riduzione delle risorse del programma EU4Health e permane incertezza sulle modalità di finanziamento del piano dopo il 2027. Secondo la Corte, tale situazione potrebbe incidere sulla capacità del programma di conseguire gli obiettivi previsti.
Sul piano operativo, la relazione segnala il rischio di sovrapposizioni tra progetti finanziati e la possibilità che alcune iniziative restino sperimentazioni isolate se non accompagnate da una diffusione e da investimenti nazionali. La sostenibilità a lungo termine di strumenti e reti sviluppati nell’ambito del piano dipende infatti, in larga misura, dalle decisioni e dalle capacità di implementazione degli Stati membri.
La Corte evidenzia inoltre la persistenza di disuguaglianze oncologiche tra Paesi e regioni, in particolare per quanto riguarda vaccinazioni contro l’HPV, programmi di screening e accesso alle cure. Il registro europeo delle disuguaglianze rappresenta uno strumento di monitoraggio utile, ma con lacune informative che limitano l’analisi comparativa a livello territoriale.
Per quanto riguarda il monitoraggio complessivo, la Commissione ha predisposto una tabella di marcia e una revisione intermedia pubblicata nel 2025, ma non dispone ancora di un quadro strutturato di indicatori in grado di valutare pienamente risultati e impatto del piano. In assenza di tali strumenti, osserva la Corte, risulta difficile garantire una valutazione coerente e trasparente dell’efficacia delle azioni finanziate nel lungo periodo.
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