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13 Giugno 2025

HPV, l’Europa è in ritardo sui vaccini: all’ISS un manifesto per strategie comuni

Con coperture vaccinali ancora troppo basse, in particolare nei Paesi dell’Est, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ospita un convegno internazionale che punta a invertire la rotta


VPH

L’Europa è ancora lontana dagli obiettivi prefissati nella lotta contro l’HPV, il papillomavirus umano responsabile di diverse forme di tumore. Con coperture vaccinali ancora troppo basse, in particolare nei Paesi dell’Est, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ospita un convegno internazionale che punta a invertire la rotta. L’evento, dal titolo “EU4Health Projects on HPV: Final Results. What’s the Next?”, riunisce i maggiori esperti europei nell’ambito della prevenzione dell’HPV, rappresentanti di 18 Paesi e partner del progetto PERCH (PartnERship to Contrast HPV), finanziato dall’Unione Europea e coordinato dallo stesso ISS.

«Il nostro obiettivo è stimolare una convergenza delle strategie di prevenzione tra i Paesi europei, condividendo esperienze e buone pratiche», spiega la dottoressa Raffaella Bucciardini, coordinatrice scientifica di PERCH. La parola chiave è collaborazione, per superare le disparità e costruire un manifesto comune contro i tumori correlati all’HPV. I dati parlano chiaro: nel 2023, la copertura vaccinale nella Regione europea dell’OMS si attestava al 36% tra le ragazze quindicenni e al 24% tra i ragazzi, ben lontana dal traguardo del 90% previsto entro il 2030. In testa ci sono Norvegia, Danimarca, Portogallo e Regno Unito, dove le vaccinazioni sfiorano l’80-90%. In fondo, diversi Paesi dell’Est Europa con coperture inferiori al 10%. L’Italia si colloca a metà classifica. Secondo il Ministero della Salute, nel 2023 tra i dodicenni la copertura era del 45% per le ragazze e del 39% per i ragazzi. Tra i quindicenni, si sale rispettivamente al 70% e al 58%, ma nessuna Regione ha ancora raggiunto l’obiettivo del 95% raccomandato per tutte le coorti.

Non mancano, però, segnali positivi. Nell’ambito del progetto PERCH, in tre Regioni italiane è stata avviata la vaccinazione scolastica, con risultati promettenti: nei primi comuni coinvolti, la copertura per la prima dose ha raggiunto il 90% tra le ragazze e l’87% tra i ragazzi; per il ciclo completo, l’80% e il 70% rispettivamente. Anche la comunicazione gioca un ruolo chiave. In alcune scuole italiane, gli studenti hanno realizzato il brano rap “Proteggi il Domani”, per sensibilizzare i coetanei sull’importanza del vaccino. Il progetto, sviluppato con il supporto di ricercatori ISS e professionisti del settore, è stato promosso dalla Commissione Europea ed è diventato un modello di comunicazione creativa e partecipativa.

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