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14 Novembre 2025

IA in sanità, le nuove regole su responsabilità, certificazioni e uso dei dati

Una nota dello Studio Legale Portolano Cavallo analizza gli effetti della legge 132/2025, in vigore da ottobre, su responsabilità cliniche, certificazione dei software e trattamento dei dati sanitari


IA salute

Una nota dello Studio Legale Portolano Cavallo analizza gli effetti della legge 132/2025, in vigore da ottobre, che riscrive le regole sull’uso dell’intelligenza artificiale in sanità. Il documento illustra l’integrazione con il regolamento europeo AI Act e chiarisce gli aspetti applicativi relativi a responsabilità professionali, certificazione degli strumenti e trattamento dei dati personali.

Secondo l’analisi, l’utilizzo di sistemi di IA come supporto alle decisioni diagnostiche e terapeutiche resta subordinato alla supervisione clinica. «L’AI non può mai sostituire la decisione umana del medico, che resta l’unico decisore finale», spiegano le partner Elisa Stefanini e Laura Liguori. I software impiegati in attività sanitarie devono essere certificati come dispositivi medici e il fabbricante mantiene la responsabilità diretta sul loro funzionamento e aggiornamento.

La nota evidenzia che la legge introduce un obbligo rafforzato di informare i pazienti sull’impiego dell’intelligenza artificiale nel loro percorso di cura e sul trattamento dei dati sanitari. Per finalità di ricerca e sperimentazione svolte da soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro, o in collaborazione con essi, i trattamenti sono considerati di interesse pubblico. «Si supera così la centralità del consenso individuale per ogni utilizzo a fini di ricerca e sperimentazione», si legge nell’analisi. I dati raccolti durante l’attività clinica potranno essere utilizzati anche per addestrare algoritmi destinati all’ambito medico, previa informativa al paziente.

Il documento richiama inoltre la necessità di garantire sistemi affidabili, con misure volte a ridurre il margine di errore e a preservare la sicurezza informatica. «La normativa richiama l’esigenza di garantire sistemi affidabili, riducendo i margini di errore e assicurando aggiornamenti costanti», affermano le legali. Resta obbligatoria l’implementazione di adeguate misure di sicurezza per proteggere l’integrità dei dati impiegati dai sistemi di IA.

La nota segnala infine che la legge demanda a successivi provvedimenti del Governo la definizione delle sanzioni specifiche per le violazioni della disciplina sull’intelligenza artificiale. Fino all’adozione dei relativi decreti restano applicabili le norme già vigenti, tra cui il GDPR e la normativa nazionale in materia di cybersicurezza.

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