Hiv
27 Febbraio 2026Uno studio di fase 3 pubblicato su Lancet e presentato al CROI 2026 di Denver mostra che una combinazione sperimentale in singola compressa mantiene la soppressione virologica

Una combinazione sperimentale in singola compressa contenente bictegravir e lenacapavir ha mantenuto la soppressione virologica nelle persone con Hiv già controllato che hanno effettuato lo switch da regimi complessi multicompressa. I risultati emergono da uno studio di fase 3 pubblicato su Lancet e presentato durante il 33° Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI 2026) tenutosi a Denver il 25 febbraio.
Lo studio ha coinvolto oltre 550 persone con Hiv arruolate in quindici Paesi e già in soppressione virologica al basale. I partecipanti sono stati assegnati al passaggio alla nuova monocompressa oppure al proseguimento della terapia precedente. Circa il novantasei per cento dei soggetti che hanno effettuato lo switch ha mantenuto livelli di Hiv inferiori a cinquanta copie per millilitro di sangue, senza evidenza di resistenze farmacologiche, un risultato sovrapponibile a quello osservato nei gruppi di controllo.
La popolazione arruolata presentava caratteristiche cliniche complesse, con età media pari a sessanta anni, assunzione quotidiana di due-undici compresse e frequente presenza di comorbilità cardiovascolari o renali. In questo contesto, la semplificazione terapeutica rappresenta un elemento di interesse clinico per la gestione a lungo termine dell’infezione.
I dati degli studi ARTISTRY indicano inoltre un profilo di sicurezza favorevole, con tassi di eventi avversi generalmente bassi e comparabili ai regimi di riferimento. In parte dei partecipanti sono stati osservati miglioramenti dei parametri lipidici, mentre la conta dei linfociti CD4 è rimasta stabile durante il follow-up a quarantotto settimane.
«Individuare nuove opzioni efficaci e pratiche in singola compressa è fondamentale per ottimizzare il trattamento e consentire a un numero maggiore di persone di beneficiare dei recenti progressi della ricerca medica», ha dichiarato Chloe Orkin, professoressa clinica di infezioni e diseguaglianze alla Queen Mary University of London.
Sul fronte aziendale, Jared Baeten, senior vice president Clinical Development e Virology Therapeutic Area Head di Gilead Sciences, ha affermato che «questo regime in singola compressa, assunto una volta al giorno, combina la durabilità di bictegravir con lenacapavir ed è stato progettato per mantenere la soppressione virologica nelle persone che cercano nuove opzioni di trattamento».
Secondo il materiale presentato al congresso e diffuso dall’azienda, la combinazione bictegravir/lenacapavir è attualmente sperimentale e non approvata in alcun Paese, mentre i risultati degli studi ARTISTRY sono destinati a supportare future sottomissioni regolatorie.
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