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Economia

17 Marzo 2026

Cina-Europa, apertura anche alla sanità tra i settori strategici della cooperazione

In una lettera al Sole 24 Ore l’incaricato di affari cinese in Italia definisce solida e reciprocamente vantaggiosa la cooperazione economica tra Cina ed Europa, Italia compresa


acquisizione

“Per quanto riguarda l’Italia le prospettive sono ampie: dalla transizione verde alla manifattura di alta gamma, dalla collaborazione tra piccole e medie imprese allo sviluppo congiunto in mercati terzi. Esistono basi solide per rafforzare ulteriormente il partneriato economico. La Cina considera l’Europa un interlocutore fondamentale nel proprio percorso di modernizzazione ed è pronta a lavorare con i partner europei - Italia inclusa - per gestire con pragmatismo le differenze e rafforzare la resilienza delle catene industriali e di approvvigionamento. In un mondo attraversato da incertezze, cooperare significa offrire maggiore fiducia alla ripresa economica globale”. In un periodo di fortissime tensioni internazionali fa un certo effetto vedere sulle colonne di Repubblica una lettera aperta a firma di Li Xiaoyong, incaricato d’affari a interim dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia.

L’affermazione di fondo è che “la stabilità delle relazioni sino-europee si fonda su interessi concreti e su una cooperazione reciprocamente vantaggiosa”

Sostenere la crescita globale

L’intervento si articola in quattro punti, l’ultimo dei quali è dedicato ai rapporti tra Cina ed Europa. La premessa è che la crescita economica cinese sarà sempre più sostenuta da ingenti investimenti in ricerca e innovazione. Si passa poi al tema dell’apertura dei mercati esteri: “Nel settore manifatturiero le limitazioni all’ingresso dei capitali stranieri sono state completamente eliminate “. Una apertura che nei prossimi anni riguarderà anche servizi, internet, sanità, telecomunicazioni, istruzione e cultura.

Infine, il multilateralismo come strada maestra, attraverso la piena partecipazione alle politiche della Organizzazione mondiale del commercio: la Cina “nei negoziati non richiederà nuovi trattamenti speciali e differenziati. È un segnale di responsabilità in una fase in cui le tensioni tariffarie tornano a pesare sugli scambi internazionali. Di fronte a guerre commerciali e misure unilaterali, la Cina sostiene il dialogo come via per risolvere le divergenze”. 

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