Oftalmologia
10 Dicembre 2025Al Congresso Floretina 2025 presentati nuovi dati su aflibercept 8 mg che confermano efficacia clinica e possibilità di estendere gli intervalli di trattamento fino a 24 settimane

Nuovi dati su aflibercept 8 mg sono stati presentati al Congresso Floretina 2025, svoltosi a Firenze dal 4 al 7 dicembre, a un anno dal riconoscimento della rimborsabilità in Italia del farmaco indicato per il trattamento della degenerazione maculare neovascolare legata all’età (nAMD) e dell’edema maculare diabetico (DME). Le evidenze illustrate da Bayer indicano la possibilità di estendere gli intervalli di trattamento fino a 24 settimane (6 mesi) senza compromettere l’efficacia clinica.
Nel simposio dedicato ai dati real-world sono stati presentati i risultati dello studio osservazionale Spectrum, che include oltre 3.400 pazienti in più di 18 Paesi, insieme ai dati dei registri statunitensi Iris e Vestrum, che raccolgono informazioni su oltre 59.000 pazienti trattati. Secondo quanto riportato, i risultati confermano l’efficacia di aflibercept 8 mg sia nei pazienti naïve sia in quelli precedentemente trattati con altri farmaci anti-VEGF.
Sono stati inoltre richiamati i dati degli studi clinici Pulsar e Photon, che mostrano la possibilità di allungare gli intervalli di somministrazione fino a 24 settimane, con conseguente riduzione del numero di iniezioni annuali mantenendo l’efficacia terapeutica.
Nel contesto congressuale sono stati discussi anche gli aspetti legati alla gestione a lungo termine delle patologie maculari. Secondo quanto riferito dalla nota aziendale, oltre il 60% dei pazienti interrompe il follow-up entro cinque anni, con tassi di mancata aderenza che oscillano tra il 32% e il 95%, fattori che incidono negativamente sull’efficacia complessiva dei percorsi di cura.
«Questi risultati confermano non solo l’efficacia clinica di aflibercept 8 mg, ma anche la sua sostenibilità a lungo termine, ottimizzando la gestione della malattia e migliorando la qualità della vita dei pazienti», ha dichiarato Paolo Lanzetta, professore ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Udine e direttore della Clinica oculistica dell’Ateneo, moderatore del simposio. «Estendere gli intervalli tra le iniezioni è particolarmente vantaggioso perché riduce il numero di trattamenti necessari, migliorando l’aderenza e riducendo l’onere per pazienti e strutture sanitarie».
Nel corso dei lavori è stato citato uno studio pubblicato su Graefe’s Archive for Clinical and Experimental Ophthalmology che, sulla base delle frequenze di somministrazione osservate nei trial clinici, indica aflibercept 8 mg come l’anti-VEGF associato ai costi sanitari più bassi per paziente nel trattamento della nAMD nei Paesi Bassi, su un orizzonte di tre anni.
«Poiché i diversi anti-VEGF mostrano un’efficacia sostanzialmente comparabile, nella scelta del trattamento è importante considerare anche l’estensione degli intervalli di somministrazione», ha affermato Enrico Borrelli, professore associato di Oftalmologia all’Università di Torino, sottolineando la necessità di valutare non solo il prezzo del farmaco ma l’intero percorso di cura.
Nel comunicato è stata infine segnalata l’introduzione della siringa preriempita OcuClick, progettata per garantire una somministrazione più precisa del volume di iniezione, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il rischio di errori e migliorare il profilo di sicurezza del trattamento.
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