Farmaci
24 Luglio 2025È il bilancio drammatico riportato in un nuovo rapporto congiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine

Più di 1.300 morti in novant’anni, in gran parte tra i bambini dei Paesi a basso e medio reddito, a causa di farmaci contaminati con sostanze tossiche. È il bilancio drammatico riportato in un nuovo rapporto congiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), che punta i riflettori su una minaccia sanitaria ancora largamente sottovalutata. Il documento, intitolato “Contaminated Medicines and Integrity of the Pharmaceutical Excipients Supply Chain”, denuncia una crisi sanitaria globale legata alla contaminazione di medicinali – soprattutto sciroppi pediatrici – con solventi industriali come dietilenglicole (DEG) e etilenglicole (EG), utilizzati illegalmente al posto di eccipienti farmaceutici sicuri come glicerina e sorbitolo.
Queste sostanze, comunemente usate come solventi industriali e antigelo, vengono talvolta impiegate illegalmente al posto di eccipienti farmaceutici sicuri come glicerina, sorbitolo e glicole propilenico, soprattutto nella produzione di sciroppi pediatrici. Dal 2022, l'Oms ha emesso sette allerte ufficiali su medicinali liquidi orali contaminati, spesso destinati ai bambini in diversi Paesi del Sud del mondo. A far scattare il primo allarme, il caso del Gambia, dove almeno 66 bambini hanno perso la vita dopo aver assunto farmaci contraffatti. A questo episodio sono seguiti quelli in Indonesia e Uzbekistan, con un totale di altre 268 vittime segnalate. "La sicurezza dei farmaci è un diritto fondamentale", afferma il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus che sollecita un'azione urgente da parte di governi, industrie e autorità regolatorie.
Il rapporto denuncia come reti criminali internazionali abbiano sfruttato le lacune nei controlli per immettere sul mercato eccipienti falsificati, utilizzando anche piattaforme digitali e social media. Mancanza di trasparenza nella filiera, controlli post-commercializzazione carenti, uso di certificati di analisi falsi e carenze nella cooperazione tra dogane, autorità sanitarie e forze dell'ordine aggravano la situazione. L’OMS e l’UNODC rivolgono un appello congiunto a Stati membri, regolatori nazionali, forze dell’ordine, industrie farmaceutiche e distributori per agire subito, altrimenti – avvertono – “le generazioni future continueranno a pagare un prezzo inaccettabile per una tragedia evitabile”.
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