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11 Luglio 2025

Tumori cutanei, remissione completa in tutti i pazienti trattati con immunoterapico sperimentale

Il farmaco immunoterapico sperimentale Daromun ha indotto la remissione completa in tutti i pazienti colpiti da carcinoma basocellulare e carcinoma squamocellulare cutaneo coinvolti in uno studio di fase II. I nuovi dati


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Il farmaco immunoterapico sperimentale Daromun ha indotto la remissione completa in tutti i pazienti colpiti da carcinoma basocellulare e carcinoma squamocellulare cutaneo coinvolti in uno studio di fase II. I nuovi dati, riferiti a sei pazienti trattati con somministrazioni intra-tumorali per quattro settimane, sono stati presentati a Napoli in occasione della seconda edizione di Innovate – International Neoadjuvant Immunotherapy Across Cancers, il congresso internazionale dedicato all’immunoterapia neoadiuvante.

Lo studio multicentrico è stato condotto in Germania, Svizzera e Polonia, con il coinvolgimento dell’Ospedale Universitario di Tubinga e del Kantonsspital St. Gallen. I risultati descrivono una risposta completa in tutti i sei pazienti trattati, con remissioni durature da 4 a oltre 18 mesi e effetti collaterali lievi e transitori.

Daromun è una terapia sperimentale composta da una combinazione di due citochine, l’interleuchina 2 (IL2) e il fattore di necrosi tumorale (TNF), somministrate direttamente nella lesione tumorale. Secondo i ricercatori, questa combinazione è in grado di innescare una risposta immunitaria locale potente, già documentata nel trattamento del melanoma, dove ha dimostrato di ridurre del 40% il rischio di recidiva, morte e metastasi a distanza.

«Questa terapia potrebbe rappresentare un’alternativa all’intervento chirurgico anche per i tumori cutanei non melanoma», spiega Paolo Ascierto, presidente del congresso e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli. «I dati preliminari sul carcinoma basocellulare e sul carcinoma squamocellulare sono molto promettenti e meritano approfondimenti nei prossimi stadi della sperimentazione».

Con circa 64mila nuove diagnosi l’anno in Italia, il carcinoma basocellulare (o basalioma) rappresenta il tumore maligno più frequente in assoluto. Si sviluppa prevalentemente nelle aree cutanee più esposte al sole – volto, collo, dorso delle mani – ed è raramente metastatico. «Se ne parla poco – prosegue Ascierto – perché in genere non dà metastasi. Ma il numero di casi tra i più giovani è in crescita, a causa dell’aumentata esposizione solare senza adeguate protezioni».

Il carcinoma squamocellulare è il secondo tumore cutaneo per incidenza, con circa 19mila diagnosi annue. Si origina nello strato spinoso dell’epidermide – da cui il nome carcinoma spinocellulare – e può insorgere in diverse aree del corpo o delle mucose, anche se le sedi più frequenti sono cuoio capelluto, orecchie, labbro inferiore e dorso delle mani. A differenza del basalioma, ha una progressione più aggressiva e può invadere i tessuti circostanti se non trattato.

Il congresso di Napoli rappresenta un momento di confronto internazionale sui protocolli di immunoterapia neoadiuvante, una strategia sempre più studiata anche per i tumori solidi localizzati, in cui l’obiettivo è stimolare il sistema immunitario prima dell’intervento chirurgico, aumentando l’efficacia del trattamento e riducendo il rischio di recidiva.

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