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Osteoporosi

30 Maggio 2025

Salute delle ossa, nuova campagna sfata i falsi miti per prevenire l’osteoporosi

Il calcio fa male al cuore, fa venire i calcoli, bere latte non serve, l’osteoporosi riguarda le persone anziane, basta il sole per avere tutta la vitamina D: sono solo alcuni dei falsi miti che resistono con tenacia quando si parla di salute delle ossa. A sfatarli ci pensa la nuova campagna di sensibilizzazione “NON ROMPERLE!”


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Il calcio fa male al cuore, fa venire i calcoli, bere latte non serve, l’osteoporosi riguarda le persone anziane, basta il sole per avere tutta la vitamina D: sono solo alcuni dei falsi miti che resistono con tenacia quando si parla di salute delle ossa. A sfatarli ci pensa la nuova campagna di sensibilizzazione “NON ROMPERLE!”, promossa da Italfarmaco con il patrocinio di Fedios e presentata a Milano nel corso di una conferenza stampa. Al centro dell’iniziativa, un obiettivo chiaro: informare e sensibilizzare soprattutto Baby Boomer e Generazione X sul valore della prevenzione per proteggere lo scheletro e, con esso, qualità e aspettativa di vita.

Al via la campagna Non romperle!

L’osteoporosi, definita “malattia silenziosa” per la sua natura subdola e priva di sintomi fino all’evento fratturativo, colpisce oltre 4 milioni di italiani (prevalentemente donne), con costi stimati per il Servizio Sanitario Nazionale attorno ai 10 miliardi di euro l’anno. Fratture del femore, delle vertebre, del polso o dell’omero non sono solo eventi traumatici: spesso segnano l’inizio di una perdita progressiva di autonomia, con impatti psicologici e sociali rilevanti, come depressione e isolamento.

Eppure, è possibile intervenire prima. La campagna “NON ROMPERLE!” ha scelto la strada del tour itinerante per avvicinare la prevenzione ai cittadini: un motor-home toccherà 8 città italiane (da Genova a Frosinone) tra incontri gratuiti, consulenze specialistiche e materiale informativo, con l’obiettivo di diffondere conoscenza su come prendersi cura delle proprie ossa a tutte le età. Un’iniziativa che punta a promuovere un cambiamento culturale, come ha spiegato Luca Pisanello, Deputy General Manager di Italfarmaco: ““Serve un cambiamento culturale che aumenti la consapevolezza, promuova stili di vita più sani e migliori la prevenzione e la cura anche nei più giovani. Il rischio di fragilità ossea riguarda non solo gli anziani, ma anche adulti e over 50, spesso inconsapevoli del problema. Tuttavia, è possibile intervenire fin da subito per proteggere la propria salute e prevenire conseguenze future. “NON ROMPERLE!” è un invito ad agire, a non rimandare e a prendersi cura del proprio futuro”.

Falsi miti dal calcio alla vitamina D

Uno dei punti cruciali della campagna è proprio la demistificazione dei numerosi falsi miti legati all’assunzione di calcio. Troppo spesso si rinuncia agli integratori per il timore, infondato, di un aumento del rischio cardiovascolare o renale. “È ora di metterli da parte. Oggi sappiamo, grazie a solide evidenze scientifiche, che l’assunzione di calcio e vitamina D, nelle giuste quantità, non risulta comportare un aumento del rischio cardiovascolare o renale, salvo in presenza di patologie specifiche - ha affermato Andrea Giusti, Direttore di Medicina Interna dell’ASL 3 di Genova che ha curato il decalogo dei falsi miti della campagna. Rinunciare a questa integrazione per paure infondate può essere un errore, soprattutto per chi ha un apporto alimentare insufficiente. La verità è che proteggere le ossa dalle fratture si può: quando dieta e stile di vita non bastano, è necessario ricorrere a strumenti efficaci e sicuri”.

Altro punto caldo è il ruolo del sole nella produzione di vitamina D, spesso sopravvalutato. Se è vero che l’esposizione solare stimola la sintesi di questa vitamina essenziale per l’assorbimento del calcio, è altrettanto vero che proteggere la pelle con creme solari è necessario per evitare rischi ben più gravi, come il melanoma. Inoltre, con l’età la capacità del corpo di produrre vitamina D diminuisce. 

Una recente linea di indirizzo pubblicata da un gruppo di esperti ha evidenziato che una supplementazione giornaliera di 600 mg di calcio e di 2000 UI di vitamina D è spesso necessaria per soddisfare, in caso di osteoporosi e di inadeguato introito alimentare di calcio e di carenza di vitamina D, i fabbisogni di calcio e di vitamina D raccomandati dalle linee-guida. Inoltre, l’Agenzia Italiana del Farmaco raccomanda, ove dieta e livelli ematici di vitamina D siano inadeguati, un adeguato apporto di calcio e vitamina D prima di avviare la terapia anti-fratturativa, onde evitare di vanificare l’efficacia di tali farmaci”, ha chiarito Maurizio Rossini, reumatologo dell’Università di Verona riferendosi al recente position paper italiano che ribadisce che l’assunzione quotidiana di calcio e vitamina D rappresenta un pilastro nella protezione delle ossa dalle fratture da fragilità. Si tratta di due elementi essenziali per la salute dello scheletro: il primo perché componente principale delle ossa, la seconda perché favorisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale e contribuisce al corretto rinnovamento e alla mineralizzazione del tessuto osseo.

Attenzione alle diete: quelle alla moda sono sbilanciate 

Nel mirino della campagna anche le diete “di moda”, spesso sbandierate sui social come panacee universali. Tra le più diffuse quella chetogenica finora oggetto di pochi studi riguardo ai suoi possibili effetti sulla salute delle ossa in età adulta ma ci sono motivi per ritenere che possa ridurre la qualità delle ossa. Anche le diete ipocaloriche severe possono compromettere la qualità del tessuto osseo, rendendo le ossa più fragili e vulnerabili. Dubbi anche sul digiuno intermittente ancora sotto osservazione. Gli effetti sullo scheletro non sono chiari: gli studi mostrano dati contrastanti e servono ulteriori ricerche per capire se sia davvero sicuro a lungo termine.

“Le evidenze scientifiche internazionali ci dicono che per prevenire la fragilità ossea serve un approccio integrato che combini corretti stili di vita, attività fisica mirata, alimentazione ricca di calcio, vitamina D e, quando necessario, un supporto farmacologico mirato – commenta Giulia Letizia Mauro, Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa, Università degli Studi di Palermo e Direttore del Dipartimenti assistenziale di riabilitazione fragilità e continuità assistenziale A.O.U. Policlinico Palermo - Regimi alimentari non bilanciati e allenamenti non idonei, spesso diffusi online e senza solide basi scientifiche, possono avere effetti negativi sul metabolismo osseo. Prima di lasciarci tentare dall’ultima dieta virale, fermiamoci un attimo e consultiamo uno specialista qualificato: la salute delle ossa non è un dettaglio trascurabile, ma un investimento fondamentale per il nostro futuro”. 

Vero o Falso? L'esperto risponde

Le ossa smettono di crescere una volta raggiunta la piena altezza.
FALSO! Sebbene la crescita in altezza si fermi durante l'adolescenza, le ossa continuano a cambiare per tutta la vita. Attraverso il rimodellamento osseo, il nostro corpo sostituisce continuamente il vecchio tessuto osseo con nuovo. Quindi è fondamentale mantenere una buona salute ossea anche in età adulta per prevenire il deterioramento delle ossa.

La protezione solare riduce la sintesi della vitamina D
VERO! L'uso della protezione solare svolge un ruolo cruciale nella prevenzione dei danni alla pelle causati dai raggi ultravioletti, tra cui scottature, invecchiamento provocato dalla cronica esposizione alla luce solare e cancro della pelle, ma può ridurre la sintesi di vitamina D, che è importante per la salute delle ossa e il metabolismo del calcio. Infatti, i raggi UV-B sono vitali per la sintesi della vitamina D nella pelle, ma la protezione solare, bloccando i raggi UV-B, può ridurne la produzione².

L'assunzione di calcio e vitamina D è associata a un aumento del rischio cardiovascolare
FALSO! Nelle giuste quantità e in caso di carenza, la supplementazione di calcio e vitamina D non comporta un aumento del rischio cardiovascolare³.

Il calcio fa venire i calcoli renali
FALSO! L'assunzione di calcio nei casi di carenza, comuni con l'avanzare dell'età, non è associata alla formazione di calcoli renali, salvo in caso di patologie specifiche.

Per mantenere le ossa in salute servono ore e ore in palestra ogni giorno
FALSO! Bastano 30-40 minuti di attività fisica 3-4 volte a settimana per ottenere benefici significativi.

Solo le donne anziane si devono preoccupare per la salute delle loro ossa
FALSO! La salute delle ossa è importante a tutte le età e per tutti. Sebbene i cambiamenti ormonali della menopausa possano influire sulla densità ossea, anche uomini e persone giovani possono andare incontro a una fragilità scheletrica, specialmente in presenza di fattori di rischio come una dieta povera di nutrienti essenziali, uno stile di vita sedentario, alcune malattie croniche o l'uso prolungato di determinati farmaci.

Se non ho sintomi, le mie ossa stanno bene
FALSO! La fragilità delle ossa può svilupparsi in modo graduale e senza segnali evidenti. Spesso ci si accorge che qualcosa non va solo dopo una frattura. Ecco perché è fondamentale prendersi cura della salute ossea fin da subito, con una corretta alimentazione, attività fisica regolare e controlli mirati in presenza di fattori di rischio¹.

Solo chi è magro rischia di avere ossa fragili
FALSO! Anche le persone in sovrappeso o obese possono avere ossa deboli. In particolare, l'eccesso di grasso viscerale può influire negativamente sulla salute dello scheletro, alterando il metabolismo osseo. Il peso corporeo, da solo, non garantisce ossa forti: servono alimentazione equilibrata, movimento e attenzione ai fattori di rischio¹.

Bere latte da adulti non serve più
FALSO! Il calcio è fondamentale a tutte le età, non solo da bambini. Anche in età adulta e anziana è importante assumerlo con l'alimentazione per mantenere la salute ossea. Bere latte da solo, però, non basta. Per mantenere lo scheletro in salute servono anche vitamina D, proteine, altri minerali (come magnesio, zinco e vitamina K), attività fisica regolare e uno stile di vita equilibrato. Pensare che basti un solo alimento è una semplificazione pericolosa.

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