Farmaci
24 Luglio 2024La determina ha introdotto la classificazione per la rimborsabilità del biosimilare eculizumab per la nuova indicazione terapeutica: “trattamento di adulti e bambini con sindrome emolitico-uremica atipica”. Le condizioni di rimborsabilità rimangono conformi a quella precedenti per l’emoglobinuria parossistica notturna

La determina n.173/2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale, n.169 del 20/7/2024, ha introdotto la classificazione per la rimborsabilità del biosimilare eculizumab per la nuova indicazione terapeutica: “trattamento di adulti e bambini con sindrome emolitico-uremica atipica (Seua)”. Le condizioni di rimborsabilità per questa nuova indicazione rimangono conformi a quella precedentemente stabilita per l’emoglobinuria parossistica notturna (Epn).
Eculizumab, un anticorpo monoclonale umanizzato (IgG2/4κ), interviene nel sistema del complemento legandosi alla proteina C5, un elemento chiave nella risposta infiammatoria e nell’emolisi. Inibendo l’attività della C5, eculizumab previene il danno cellulare mediato dal sistema del complemento, offrendo sollievo dai sintomi associati alle patologie per cui è prescritto.
Dal punto di vista della posologia, eculizumab deve essere somministrato esclusivamente da personale sanitario qualificato e sotto la stretta supervisione di un medico specializzato nel trattamento di disturbi ematologici o renali. Nei pazienti che hanno mostrato una buona tolleranza alle infusioni in ambiente ospedaliero, si può valutare la possibilità di effettuare le infusioni a domicilio.
La disposizione di rimborsabilità di eculizumab per la Seua rappresenta un passo significativo nel trattamento di questa condizione rara ma grave. L’accesso a terapie efficaci come eculizumab è fondamentale per migliorare la prognosi e la qualità della vita dei pazienti e la conferma delle condizioni di rimborsabilità preesistenti assicura che i pazienti affetti da Seua ricevano lo stesso livello di supporto economico precedentemente garantito ai pazienti con Epn, facilitando così l’accesso a un trattamento salvavita.
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