Farmaci
09 Maggio 2023 Stiamo vivendo una fase di innovazione straordinariamente veloce, con importanti prospettive di cura. La pipeline farmaceutica è oggi infatti al suo record storico, con oltre 20.000 molecole allo studio, anche per le malattie rare. E con investimenti di 1600 miliardi di dollari in R&S previsti nel mondo tra il 2023 e il 2028
"Stiamo vivendo una fase di innovazione straordinariamente veloce, con importanti prospettive di cura. La pipeline farmaceutica è oggi infatti al suo record storico, con oltre 20.000 molecole allo studio, anche per le malattie rare. E con investimenti di 1600 miliardi di dollari in R&S previsti nel mondo tra il 2023 e il 2028. Attrarre investimenti in R&S in Europa è quindi un obiettivo strategico ed è fondamentale valorizzare l'innovazione e accelerare l'accesso dei malati rari ai nuovi farmaci". Lo ha affermato il presidente di Farmindustria, Marcelo Cattani, all'incontro 'Malattie rare, farmaci orfani e pediatrici', promosso da Altems con il contributo di Farmindustria.
"L'Italia con il nuovo Piano Nazionale malattie rare – ha rilevato Cattani - sta perseguendo l'obiettivo con determinazione, anche se rimane il tema delle risorse che devono essere adeguate alla sfida".§Al contrario, ha avvertito il presidente di Farmindustria, "i segnali che giungono dall'Europa sono poco rassicuranti. La proposta di revisione della legislazione farmaceutica presentata recentemente dalla Commissione UE indebolisce la proprietà intellettuale, con la riduzione della data protection da 8 a 6 anni e dell'esclusiva di mercato per i farmaci orfani da 10 a 9.
E mette a rischio i risultati raggiunti anche nel campo delle malattie rare, area nella quale grazie al Regolamento Europeo sui farmaci orfani adottato nel 2000 oggi i medicinali approvati sono oltre 250 contro i soli 8 proprio al 2000". Secondo Cattani, "la revisione in corso se approvata nell'attuale formulazione avrebbe ricadute negative sull'accesso alle cure e all'innovazione dei cittadini. E sulla competitività e attrattività per gli investimenti dell'intero continente, allargando quel gap che già oggi esiste con altri Paesi extra Ue. Non è questa la strada". Sono invece "necessarie misure strategiche e di visione che permettano all'innovazione di correre per essere messa velocemente a disposizione dei cittadini. Questa è la posizione manifestata a livello Ue dal Governo italiano".
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