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29 Settembre 2026

Assistenza domiciliare, dopo il Pnrr si apre il nodo delle risorse dal 2027

Salutequità chiede risorse nella prossima Legge di Bilancio per garantire la continuità dell’ADI dopo la conclusione dei finanziamenti del PNRR.


infermiere paziente

La conclusione del PNRR apre il nodo delle risorse necessarie per garantire dal 2027 la continuità dell’assistenza domiciliare integrata e degli altri servizi sanitari territoriali sviluppati con la Missione 6. Secondo quanto riportato da Salutequità, la Ragioneria generale dello Stato ha stimato che il mantenimento a regime di alcuni interventi del PNRR comporterà dal 2027 un costo annuo di poco superiore a 1,3 miliardi di euro a valere sul finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale. 

In un editoriale pubblicato sul sito dell’associazione, Tonino Aceti, presidente di Salutequità, chiede quindi di prevedere nella prossima Legge di Bilancio risorse specifiche per assicurare continuità e potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata. Il tema riguarda più in generale la sostenibilità dei servizi territoriali finanziati in questi anni dal PNRR, dalle Case e dagli Ospedali di comunità alla telemedicina. 

Sul fronte dell’ADI, la quota di over 65 assistiti è passata dal 4,6% del 2019 all’11,3% del 2025. Secondo Salutequità, l'incremento è stato sostenuto da circa 3 miliardi di euro di stanziamenti del PNRR, ai quali si aggiungono 1,5 miliardi destinati alla telemedicina, utilizzabile anche per l’assistenza domiciliare. 

L’aumento delle prese in carico si accompagna tuttavia ad alcune criticità. Nel 2023 il 58,5% dell’assistenza agli over 65 si è concentrato tra interventi episodici, nei quali primo e ultimo accesso coincidono, e assistenza al livello minimo di intensità. Nello stesso periodo sono diminuite anche le ore medie complessive di assistenza per caso, passate da 18 nel 2022 a 15 nel 2023. 

Restano inoltre differenze territoriali. Sulla base dei dati 2023 del Nuovo Sistema di Garanzia dei Lea richiamati da Salutequità, per l’ADI a maggiore intensità assistenziale la media nazionale è di 3,09 assistiti ogni mille abitanti. Il dato passa da 7,12 in Molise e 5,97 in Basilicata a 1,24 nella Provincia autonoma di Bolzano e 0,38 in Calabria. 

Il tema della copertura finanziaria successiva al 2026, sottolinea Aceti, è stato sollevato anche dalle Regioni in Parlamento. «Se non si vogliono riportare le lancette dell’ADI al periodo pre-PNRR la prossima Legge di Bilancio deve mettere sul piatto le risorse che servono per garantire continuità, rafforzamento ed equità delle cure domiciliari», afferma il presidente di Salutequità. 

La questione si inserisce in un quadro demografico caratterizzato dall’elevata presenza di anziani e persone con patologie croniche. Secondo i dati Istat richiamati nell’editoriale, nel 2024 il 48,9% delle persone con almeno 75 anni presentava tre o più patologie croniche oppure gravi limitazioni nelle attività abituali. 

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