Università
19 Giugno 2025Per la prima volta un’università italiana entra nella top 100 del QS World University Rankings: il Politecnico di Milano conquista il 98° posto a livello globale nell’edizione 2026 della classifica pubblicata da QS Quacquarelli Symonds

Per la prima volta un’università italiana entra nella top 100 del QS World University Rankings: il Politecnico di Milano conquista il 98° posto a livello globale nell’edizione 2026 della classifica pubblicata da QS Quacquarelli Symonds. Si tratta del miglior risultato mai ottenuto da un ateneo italiano, frutto di un netto miglioramento in tutti gli indicatori chiave. In particolare, l’università milanese ha guadagnato 40 posizioni nell’indicatore relativo agli esiti occupazionali (Employment Outcomes), 10 nella reputazione tra i datori di lavoro e 6 nella reputazione accademica.
La classifica QS, tra le più consultate a livello internazionale, ha valutato oltre 1.500 istituzioni universitarie di 106 Paesi sulla base di criteri che includono produttività e impatto della ricerca, occupabilità dei laureati, sostenibilità, apertura internazionale e rapporto studenti-docenti.
A livello mondiale, il podio resta dominato dagli Stati Uniti e dal Regno Unito: il MIT si conferma al primo posto per il 14° anno consecutivo, seguito da Imperial College London e Stanford University. In Europa, spiccano Oxford (4°), Cambridge (6°) e ETH di Zurigo (7°). Tra le realtà asiatiche, avanzano nettamente le università di Hong Kong, Singapore e Pechino.
Oltre al Politecnico di Milano, altre università italiane registrano risultati significativi: l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano è la prima in Italia per impatto della ricerca (28° al mondo per citazioni per docente), mentre l’Università di Brescia guadagna 99 posizioni. Bene anche l’Università della Tuscia (+81), Sapienza e Statale di Milano (+40 entrambe).
Nel complesso, il sistema universitario italiano mostra segnali di crescita: il 59% degli atenei in classifica migliora o mantiene la posizione. L’Italia è il secondo Paese più rappresentato nell’UE, con 43 università classificate, superata solo dalla Germania. Tuttavia, persistono criticità: il rapporto docenti/studenti rimane tra i peggiori, con UniSR unica realtà italiana tra le prime 500 al mondo in questo indicatore.
Secondo QS, la sfida ora è trasformare i successi individuali in un miglioramento sistemico, rafforzando l’internazionalizzazione, investendo su ricerca e didattica, e creando condizioni favorevoli per il rientro dei talenti.
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