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LAVORO

17 Febbraio 2025

Lavoro, opportunità concrete da inclusione dei rifugiati. Il position paper

Un recente evento, ospitato dalla LUISS Business School e in collaborazione con Pfizer, ha messo in evidenza l’importanza dell'integrazione lavorativa dei rifugiati, sottolineando come il loro impiego possa diventare un motore di crescita economica e sociale 


lavoro luiss

L’inclusione dei rifugiati nel mercato del lavoro continua a rappresentare una sfida fondamentale per le politiche sociali e aziendali. Un recente evento, ospitato dalla LUISS Business School e in collaborazione con Pfizer, ha messo in evidenza l’importanza dell'integrazione lavorativa dei rifugiati, sottolineando come il loro impiego possa diventare un motore di crescita economica e sociale per le imprese.

I dati, sottolinea una nota, mostrano che l’occupazione tra i rifugiati ha raggiunto il 78%, un tasso che si allinea alla media europea, dimostrando come la loro integrazione nel mondo del lavoro non solo favorisca la sostenibilità del welfare, ma rappresenti anche un'opportunità concreta per il settore privato. L’accesso al lavoro permette ai rifugiati di acquisire autonomia economica, favorendo al contempo un maggiore senso di appartenenza alla comunità ospitante. Inoltre, l’integrazione lavorativa contribuisce al miglioramento della reputazione aziendale, stimola l’innovazione e offre nuove competenze culturali, etniche e linguistiche, che arricchiscono i team aziendali.

Durante l’incontro, è stato presentato il Position Paper sull’inclusione economica e lavorativa dei rifugiati in Italia, con l’obiettivo di sensibilizzare le imprese a considerare l’integrazione come una risorsa strategica. Tra i protagonisti dell’evento, Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact della LUISS Business School, ha sottolineato l’impegno della Scuola nella ricerca scientifica per esplorare modelli innovativi di inclusione lavorativa, analizzando il caso dei rifugiati e proponendo soluzioni applicabili per un mercato del lavoro più equo.

Antonio Bebba, Equity Europe Lead di Pfizer, ha evidenziato come l'azienda veda nell'inclusione e nell'equità un valore fondamentale per creare una società più giusta, con un impegno concreto verso le comunità e un forte legame con le Business School. 

Massimo Visentin, Eastern Europe Cluster President di Pfizer, ha raccontato l’esperienza di Pfizer in Paesi dell’Est Europa, dove l'integrazione dei rifugiati è stata vista come un'opportunità per trasformare una difficoltà in risorsa.

Il progetto Refugee Leadership Initiative (PRLI) di Pfizer, lanciato nel 2021, dimostra come un’azienda possa attuare politiche inclusive in modo strutturato e misurabile, offrendo un modello replicabile anche per altre realtà aziendali.

Nonostante i numerosi benefici, l’integrazione dei rifugiati è ostacolata da pregiudizi sociali e barriere burocratiche. È quindi fondamentale una comunicazione mirata che enfatizzi il valore dell’inclusione per l’economia e la società nel suo complesso.

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