Istat
08 Novembre 2024Nella media si vive meglio nel Nord Italia che nel Sud, le donne sono ancora sfavorite rispetto agli uomini, ma migliorano le posizioni e si riducono le diseguaglianze. Usare internet è considerato un indicatore fondamentale di benessere. È quanto emerge dal rapporto Istat "Benessere e diseguaglianze in Italia"

Nella media si vive meglio nel Nord Italia che nel Sud Italia, le donne sono ancora sfavorite rispetto agli uomini, ma migliorano le posizioni e riducono le diseguaglianze di genere, "usare internet" è considerato un indicatore fondamentale di "benessere". È quanto emerge dal rapporto "Benessere e diseguaglianze in Italia" realizzato dall'Istat nel quadro del progetto sul benessere equo e sostenibile (Bes). Secondo il rapporto "le regioni del Nord presentano più spesso indicatori di benessere con valori migliori rispetto alla media nazionale, mentre il Mezzogiorno presenta ancora situazioni di marcato svantaggio, soprattutto nei domini del lavoro e delle relazioni sociali". Sempre secondo questo rapporto emergerebbe che la partecipazione culturale "fuori casa" tra le donne con titoli terziari residenti al Nord sia oltre otto volte più alta rispetto a quella delle donne con al più la licenza secondaria inferiore del Mezzogiorno. Sembra di poter tradurre che le laureate del Nord, ad esempio, vanno al cinema e a teatro otto volte di più delle donne del Sud con un titolo pari alla maturità. "Un altro esempio della multidimensionalità dei fattori di diseguaglianza - si legge in una sintesi del rapporto disponibile on line - è quello derivante dal rischio di povertà che tra i 25-34enni residenti nel Mezzogiorno con basso titolo di studio è 25 volte più alto di quello tra i residenti al Nord con alto titolo di studio (56,7% contro 2,2%)".
Secondo il rapporto, gli indicatori di benessere presentano un forte gradiente per età, in alcuni casi a vantaggio dei più giovani, ad esempio il 93,9% dei giovani 25-34enni usa regolarmente internet, contro il 57% degli over 55-enni. Per gli stili di vita, i giovani sono meno sedentari degli over 55 (26,8% contro 45,8%) ma è più diffusa l'abitudine al fumo (26,9% contro il 14,4% degli ultra 55enni). Infine, le disuguaglianze intergenerazionali pongono i giovani adulti in una condizione di vulnerabilità economica, che potrebbe avere ripercussioni nel lungo periodo, non solo a livello individuale ma anche per la coesione sociale e lo sviluppo del Paese. Il livello di istruzione si conferma un determinante cruciale per il benessere, infatti la maggior parte degli indicatori presenta un forte gradiente per titolo di studio, a sottolineare la crescente associazione positiva con le misure di benessere all'aumentare del livello di istruzione. Le differenze sono particolarmente marcate per la partecipazione culturale (64,6% tra i laureati di almeno 25 anni rispetto al 12,5% tra le persone con al più un titolo di scuola secondaria inferiore) e la formazione continua (25,2% tra le persone di almeno 25 anni con elevato titolo di studio rispetto a 3,2% per le persone con titolo di studio basso), con un forte impatto del titolo di studio posseduto anche sulle condizioni economiche e sulle possibilità di occupazione.
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