Screening
06 Agosto 2026La Commissione di albo chiede un ruolo più stabile degli Assistenti sanitari nelle campagne oncologiche
La Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della Fno Tsrm e Pstrp chiede un coinvolgimento più stabile della professione nella progettazione e nell’attuazione delle campagne di screening oncologico. La richiesta parte dai dati dell’Osservatorio nazionale screening, secondo cui nel 2025 soltanto quattro persone su dieci hanno aderito ai programmi organizzati dal Servizio sanitario nazionale.
Il quadro mostra un miglioramento della copertura dello screening mammografico, ma anche un rallentamento di quello cervicale e la persistenza di divari territoriali. Per la Commissione, i dati rappresentano un richiamo alla necessità di rafforzare la cultura della prevenzione e di intervenire sui fattori che limitano la partecipazione.
«Gli screening oncologici organizzati costituiscono uno degli interventi di sanità pubblica con il più alto rapporto tra efficacia, sicurezza ed equità», afferma la Commissione. I programmi consentono di individuare precocemente i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto, oltre alle lesioni precancerose, aumentando le possibilità di cura e contribuendo alla riduzione della mortalità.
La disponibilità dei programmi, tuttavia, non è sufficiente a garantire l’adesione. Tra gli ostacoli indicati figurano le scarse conoscenze, la bassa percezione del rischio, le difficoltà organizzative, le disuguaglianze socioeconomiche e culturali, le barriere linguistiche, la sfiducia verso le istituzioni sanitarie e la diffusione di informazioni non corrette.
In questo quadro, la Commissione richiama le competenze degli Assistenti sanitari nella prevenzione, nella promozione della salute, nell’educazione sanitaria e nella comunicazione con la popolazione. Il loro ruolo è indicato anche nelle linee di indirizzo dell’Agenas sulle équipe multiprofessionali delle Case di comunità, nelle quali questi professionisti sono compresi tra le figure che possono contribuire ai percorsi di assistenza territoriale integrata.
La Commissione sostiene quindi la necessità di «investire con maggiore decisione su modelli organizzativi che coinvolgano gli Assistenti sanitari nella progettazione e nell’attuazione delle campagne di prevenzione al cancro». La proposta prevede il superamento delle sole modalità informative tradizionali e l’adozione di strategie partecipative più vicine ai cittadini e ai diversi contesti territoriali.
Tra gli interventi indicati figurano l’uso di un linguaggio semplice, una comunicazione personalizzata, un impiego più efficace dei canali digitali e attività di educazione sanitaria nelle scuole e nei luoghi di lavoro. La Commissione chiede inoltre programmi specifici per raggiungere le persone che restano più lontane dai servizi.
Un altro elemento ritenuto centrale è la collaborazione strutturata con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacie ed enti del Terzo settore. A queste attività dovrebbe affiancarsi il counselling, con l’obiettivo di accompagnare le persone verso una scelta informata e consapevole.
«Rendere la prevenzione davvero accessibile significa andare oltre l’offerta dei servizi», conclude la Commissione. «È indispensabile costruire fiducia, rimuovere gli ostacoli che limitano la partecipazione e supportare ogni persona verso una scelta informata». In questo percorso, secondo la nota, il contributo degli Assistenti sanitari può rafforzare l’equità del Servizio sanitario nazionale e avvicinare i programmi di prevenzione alla popolazione.
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