Medicina
13 Dicembre 2022 Per dare gambe alle rivoluzioni avviate al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza sulla medicina territoriale è necessario rimettere mano all’integrazione e serve un registro delle cose migliori fatte in questi anni o in corso. Così, a 22 anni dall’approvazione della legge 328, nasce l’Osservatorio sull’integrazione sociosanitaria-OISS
Per dare gambe alle rivoluzioni avviate al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza sulla medicina territoriale è necessario rimettere mano all’integrazione sociosanitaria, e serve un registro delle cose migliori fatte in questi anni o in corso. Così, a 22 anni dall’approvazione della legge 328, nasce l’Osservatorio sull’integrazione sociosanitaria-OISS: raccoglierà in modo sistematico esperienze locali e regionali di integrazioni tra servizi sociali di comuni e sanitari di Asl, e non solo. A metterlo insieme, l’Agenzia dei servizi sanitari regionali Agenas e le aziende sanitarie riunite in Federsanità Anci, in collaborazione con il gruppo Pongov Ict e Cronicità. L’obiettivo, come spiega Agenas, è quello di individuare prassi facilmente trasferibili e metterle “a disposizione delle organizzazioni pubbliche e private e dei decisori istituzionali, per contribuire positivamente alla costruzione delle nuove politiche pubbliche che riguardino i sistemi territoriali per la salute e il benessere”. Si parte mettendo a “repertorio” oltre 80 esperienze censite tra Asl ospedali, distretti (questi ultimi prevalenti) e Comuni di sei regioni: Veneto, Lazio, Toscana, Piemonte, Marche, Sicilia. Dopo la crisi pandemica, come sottolinea Enrico Coscioni, Presidente Agenas, «l’integrazione dei setting assistenziali è passata da aspirazione a stringente necessità. Il proficuo lavoro dell’Osservatorio, che oggi raccontiamo, si inserisce anche nel percorso segnato dal Pongov Cronicità, progetto europeo del Ministero della Salute, di cui Agenas detiene il coordinamento tecnico-scientifico, che si è dimostrato volano di questo percorso di cambiamento e potenziamento di una sanità territoriale più moderna, digitale ed efficiente».
L’Osservatorio OISS opera applicando una griglia di sei aree tematiche in cui si articolano le attività di raccolta, classificazione, analisi e restituzione: Integrazione Istituzionale, Integrazione Programmatoria, Integrazione Professionale, Integrazione Gestionale, Integrazione Comunitaria, Attività realizzative delle Missioni M6C1 e M5C2 del PNRR. «Più della metà delle singole buone pratiche raccolte agisce su tre/cinque dimensioni dell’integrazione: istituzionale, direzionale-programmatorio, professionale, gestionale, comunitario», afferma Tiziana Frittelli Presidente Nazionale Federsanità. «Con il Decreto Ministeriale 77 (recentissimo sugli standard territoriali ndr) si apre una vera e propria rivoluzione che poggia su Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, Ospedale di Comunità, infermiere di famiglia e di continuità assistenziale. Cambiano i ruoli: maggiori compiti ai distretti, una posizione centrale per gli infermieri e un’inedita integrazione con il territorio e con la sua governance istituzionale. L’esperienza dell’Osservatorio rappresenta in questo scenario una risorsa da valorizzare anche in termini utili a orientare le politiche a livello nazionale». Ad orientare e indirizzare le azioni dell’Osservatorio sarà un collegio composto da direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere, uno per Regione, sindaci ed esperti tecnici. Obiettivo: generare un approccio istituzionale all’integrazione sociosanitaria, basato sulle capacità e sulle competenze di sistema presenti nelle Asl e nei Comuni, proponendosi come luogo di incontro delle culture della sanità e del sociale.
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