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Tariffe

23 Gennaio 2025

Decreto tariffe, ambulatori verso lo sciopero senza modifiche del Tar

Il nuovo tariffario è semplicemente non remunerativo perché non corrisponde a uno studio dei costi reali per la produzione e rischia di creare uno stato di crisi irreversibile. Così l'Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata 


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"Noi vogliamo tutelare la salute del cittadino e se il Tar non modificherà il tariffario, potremo essere costretti allo sciopero. Ma ho fiducia nel Tribunale che aveva dato la sospensiva". Così Mariastella Giorlandino dell'Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (Uap), in occasione della conferenza stampa sulle conseguenze dell'applicazione del nuovo Nomenclatore tariffario, entrato in vigore il 30 dicembre. "L'Uap non fa politica - spiega - ma vuole evitare che con queste nuove tariffe 27mila strutture siano costrette ad erogare un servizio di medicina approssimativa. Le associazioni riunite mostrano che i rimborsi sono fermi da 20 anni e non possono subire tagli". "Per noi, il nuovo tariffario è semplicemente non remunerativo perché non corrisponde a uno studio dei costi reali per la produzione e rischia di creare uno stato di crisi irreversibile. Chiediamo con urgenza al ministero della Salute - afferma Gabriele Pelissero - di sedere ad un tavolo con tutti gli attori per costruire un tariffario fondato su analisi econometriche precise e solide. Da parte nostra, ribadiamo piena volontà di collaborare per scongiurare fallimento del sistema". 

"Il nuovo nomenclatore è andato in vigore dal 30 dicembre e noi abbiamo dovuto chiedere questo ricorso perché i prezzi sono obbligatoriamente impossibili - continua Giorlandino- Molti sono al di sotto del 60%, soprattutto per gli esami che sono quelli più determinanti, e credo che il buonsenso deve dominare. Il Ministero della Salute sono sicura che correggerà questi errori - spiega- perché danneggeranno sia la sanità pubblica che la sanità privata accreditata, poiché aumenteranno le liste d'attesa". Giorlandino sottolinea anche che "il rischio è che gli ospedali andranno ancora di più in un piano di rientro, procurando un danno ai noi cittadini. Un danno, che poi dobbiamo risanare noi. Invece gli accreditati che erogano un servizio pubblico, purtroppo saranno costretti a fallire". Riguardo le tariffe, Giorladino poi aggiunge: "se mettiamo una visita con elettrocardiogramma a 17,50 euro, io sfido a trovare un professionista in grado di fare una giusta diagnosi con questo importo. Ci aspettiamo che Ministero della Salute, il 28 gennaio venga con gli adeguati correttivi. Noi vogliamo solo erogare una sanità sana. Noi parliamo di medicina di precisione. La medicina di precisione ha necessità di giusti importi". 

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