life science
22 Settembre 2026Un comparto da 273 miliardi che punta su ricerca, capitali esteri ed ecosistemi aperti per rafforzare la filiera e guidare la crescita

Un comparto dall’enorme potenziale che già oggi rappresenta uno degli asset importanti della manifattura italiana. Le imprese delle scienze della vita contribuiscono al sistema Paese in maniera rilevante: con 273 miliardi di euro di fatturato, generano un impatto economico pari al 12% del Pil e contano su una forza lavoro che supera i 2 milioni di occupati, considerato anche l'indotto. Il settore però non deve rimanere nei confini del Paese, ma allargare gli orizzonti e le alleanze. Di questa necessità si parlerà all’evento Meet in Italy, in programma a Roma il 13 e 14 ottobre, i cui temi sono stati anticipati nella sede del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). L’annuale appuntamento, promosso dal cluster tecnologico nazionale Alisei e da altri 12 co-organizzatori ufficiali, tra i quali lo stesso Cnr e l’Ice - l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha lo scopo di far incontrare ricercatori, imprese e istituzioni. In apertura della conferenza, Andrea Lenzi, presidente del Cnr, ha ricordato come negli ultimi anni abbia cercato di stringere accordi con i rappresentanti delle imprese affinché la ricerca venisse immediatamente applicata. “Stiamo studiando in Europa l’FP10”, ha aggiunto Lenzi, riferendosi al programma di finanziamento della ricerca di base, “quella inalienabile che porta al salto quantico: da zero a qualcosa che prima non c’era”.
Un ecosistema aperto che costruisce ponti
In un settore come quello delle Life Sciences, i cui ambiti sono profondamente trasversali tra sviluppo economico, impresa, salute e benessere, la connessione rappresenta l'elemento che più anima un cluster. “Un cluster non avrebbe senso se non mettesse in rete le realtà che lo costituiscono, valorizzandole e spingendo le eccellenze individuali a diventare collettive, così da aumentarne sia il valore che l'impatto. La connessione è ciò che ispira tutti noi e rappresenta il filo conduttore di questa articolata filiera, capace di riunirne ogni singola componente e di generare un impatto fondamentale per lo sviluppo del sistema Paese”, ha spiegato Alessandra Gelera, presidente del cluster Alisei. “Dobbiamo essere sempre più connessi con il mondo circostante per partecipare ai programmi europei, instaurare partnership globali, intercettare investimenti e contribuire attivamente alla strategia di ricerca”. Per essere forti all'esterno è tuttavia necessario essere forti al proprio interno, consolidando la connessione nazionale e superando l'approccio rigido dell'ecosistema chiuso per evolvere verso un ecosistema aperto: “Se un sistema chiuso – ha precisato – difende i propri confini ed è destinato a implodere, solo un ecosistema aperto costruisce ponti e garantisce sviluppo e competitività”.
Nuove connessioni
All’evento di ottobre, gli stakeholder del settore saranno chiamati a discutere del rafforzamento della filiera e dello sviluppo della competitività, “con l'obiettivo di tracciare – ha spiegato Roberta Lauro, commissario enti territoriali del cluster – le traiettorie future delle Life Sciences e garantire un futuro migliore. La forte presenza delle istituzioni testimonia il rinnovato riconoscimento del ruolo del cluster come interlocutore privilegiato nell'ambito della ricerca e dell'innovazione. L'evento mira a creare nuove connessioni e a favorire un dialogo costruttivo che metta al centro del processo di ricerca e innovazione il territorio e, soprattutto, i pazienti: la persona rimane infatti l'elemento centrale per lo sviluppo di ogni processo innovativo”.
Intercettare i capitali esteri
Il settore delle life sciences è caratterizzato da un volume di esportazioni complessivo che oggi supera i 70 miliardi di euro, dei quali 50 riconducibili al solo settore farmaceutico. “Insieme a pochi altri, questo ambito sta mantenendo in positivo la bilancia commerciale italiana in un contesto globale di commercio internazionale estremamente sfidante”, ha ricordato Lorenzo Galanti, direttore generale agenzia Ice. “In un quadro globale sempre più selettivo, l'Italia sta dimostrando una crescente capacità di attrazione: i grandi fondi internazionali guardano al nostro Paese cercando non soltanto competenze e altissima specializzazione, ma anche interlocutori affidabili. Dobbiamo essere in prima linea per intercettare questi capitali e farli atterrare nei nostri hub tecnologici, facendo squadra e mettendo al servizio dell'ecosistema tutte le realtà istituzionali”.
Il supporto per finanziare e sviluppare le idee
Fra le problematiche che saranno all’ordine del giorno al Meet in Italy sarà la riforma dell’assistenza territoriale. Da Mario Alparone, direttore generale della Finpiemonte e membro del Comitato tecnico scientifico del cluster Alisei, intervenuto in video collegamento, arriva l’esortazione a valutare l'impatto effettivo che ogni prestazione produce sulla salute delle persone. “Il tema – ha detto – è estremamente attuale per due ragioni: da un lato la necessità di prossimità per accedere correttamente ai nodi del Servizio sanitario nazionale, dall'altro l'esigenza impellente di garantire la sostenibilità finanziaria. A questo scopo è essenziale dialogare con i clinici per definire i Percorsi Assistenziali (PDTA) sulle principali patologie croniche, chiarendo con precisione i compiti del medico di medicina generale, dell'infermiere di famiglia, dello specialista ambulatoriale od ospedaliero nella fase di scompenso, e dell'assistente sociale in presenza di fragilità sociali. A questo proposito, il ruolo di Finpiemonte come finanziaria regionale è proprio quello di supportare finanziariamente le idee e le soluzioni innovative affinché possano trasformarsi in startup e nuove realtà industriali, in linea con le direttrici comunitarie, europee e regionali. Questo impegno si concentra in modo particolare sul settore delle Life Sciences, che rappresenta una filiera trainante per la produzione e la ricerca”.
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