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01 Settembre 2026Conflavoro Pmi Sanità contesta ulteriori richieste alle imprese per gli sforamenti regionali 2015-2018

Le piccole e medie imprese del settore dei dispositivi medici chiedono di fermare ulteriori richieste nell'ambito del payback relativo agli sforamenti della spesa sanitaria regionale per gli anni 2015-2018. La posizione è espressa da Conflavoro Pmi Sanità, che annuncia per i prossimi giorni incontri con rappresentanti delle Regioni e dei ministeri competenti.
«Le Regioni devono prendere atto di una realtà: dalle piccole e medie imprese italiane dei dispositivi medici non potranno recuperare altri soldi», afferma Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro Pmi Sanità. Secondo l'associazione, insistere sulle richieste potrebbe mettere a rischio la continuità di numerose aziende del settore.
Al centro della posizione di Conflavoro c'è il meccanismo attraverso il quale le imprese sono state chiamate a concorrere al ripiano degli sforamenti della spesa regionale per dispositivi medici relativi al periodo 2015-2018. Secondo Broya de Lucia, le aziende hanno dovuto far fronte alle richieste anche attraverso la compensazione di crediti maturati per forniture ordinate e consegnate agli ospedali.
Per l'associazione, il sistema attribuisce alle imprese parte degli oneri derivanti da decisioni di spesa assunte dalle Regioni. Una situazione che, secondo Conflavoro, avrebbe un impatto particolarmente rilevante sulle piccole e medie aziende.
Il sindacato datoriale riferisce inoltre che «numerose aziende stanno valutando la liquidazione delle proprie società». Conflavoro collega l'eventuale uscita dal mercato di queste imprese a possibili conseguenze sulla produzione, sull'occupazione, sulla concorrenza e sulla disponibilità per gli ospedali di dispositivi prodotti e distribuiti sul territorio nazionale. Il comunicato non fornisce dati sul numero delle aziende interessate.
L'associazione chiede quindi che nei prossimi incontri con Regioni e ministeri venga avviato un confronto specifico con le Pmi del comparto per individuare una soluzione che consenta alle aziende di proseguire l'attività.
«La sostenibilità dei bilanci sanitari regionali è una questione di spesa pubblica e non può essere scaricata retroattivamente su una sola categoria di imprese, estranea alle decisioni che hanno prodotto gli sforamenti», sostiene Broya de Lucia. Secondo il presidente di Conflavoro Pmi Sanità, «le Pmi del medtech hanno già pagato» e ulteriori richieste rischierebbero di determinarne la chiusura.
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