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01 Settembre 2026

AI in sanità, il forum WHO indica cinque priorità per un uso responsabile

Governance, dati, validazione, competenze e partecipazione di pazienti e professionisti sono le aree prioritarie individuate dal primo Knowledge Community di WHO Europe


IA salute

La capacità di governare l'intelligenza artificiale, più che la velocità con cui viene introdotta, dovrebbe rappresentare il criterio per valutare un progresso responsabile dell'AI nei sistemi sanitari. È quanto emerge da un nuovo rapporto pubblicato da WHO Europe, basato sui risultati del primo Knowledge Community dell'Organizzazione dedicato all'uso responsabile dell'intelligenza artificiale in sanità.

L'iniziativa si è svolta attraverso un confronto strutturato online di cinque settimane, tra ottobre e dicembre 2025, e ha coinvolto ricercatori, decisori politici ed esperti di sanità digitale provenienti da 105 Paesi della Regione europea dell'OMS e da altre aree del mondo.

Secondo i partecipanti, il principale ostacolo a un impiego responsabile dell'intelligenza artificiale in sanità non riguarda la tecnologia in sé, ma la solidità delle istituzioni chiamate a governarla. Tra le criticità più persistenti sono stati individuati dati frammentati e soggetti a distorsioni, responsabilità non chiaramente definite e carenze nelle competenze sull'AI.

Il rapporto individua anche le condizioni necessarie per favorire un utilizzo sicuro ed efficace: quadri di governance solidi, progettazione degli strumenti con il coinvolgimento di pazienti e professionisti sanitari, trasparenza e accesso equo ai dati e alle tecnologie.

Dal confronto sono emerse cinque aree considerate prioritarie: governance, dati, validazione, competenze della forza lavoro e partecipazione di pazienti, comunità e professionisti impegnati nell'assistenza. Secondo i partecipanti, ritardare gli interventi in questi ambiti potrebbe comportare rischi maggiori rispetto a un rallentamento nell'adozione delle nuove tecnologie.

Il documento richiama inoltre la necessità di integrare le valutazioni etiche nel funzionamento quotidiano dei sistemi sanitari, anziché considerarle un controllo effettuato soltanto al momento dell'introduzione di una tecnologia. Questo implica una verifica continuativa degli strumenti e, quando necessario, la possibilità di ritardarne o respingerne l'utilizzo qualora non sia possibile garantirne una governance responsabile.

WHO Europe annuncia che proseguirà il lavoro attraverso confronti tecnici, scambi regionali e attività per rafforzare le competenze, con l'obiettivo di tradurre quanto emerso dal Knowledge Community in indicazioni e supporto pratico per i Paesi.

L'Organizzazione precisa tuttavia che le conclusioni contenute nel rapporto riflettono le opinioni dei partecipanti e non rappresentano necessariamente la posizione formale dell'OMS, anche quando risultano coerenti con indicazioni già esistenti. Il gruppo coinvolto non costituisce inoltre un campione statisticamente rappresentativo. La maggioranza dei partecipanti proveniva dalla Regione europea e il settore maggiormente rappresentato era quello accademico, seguito da privati, autorità sanitarie e organizzazioni non governative.

Il progetto è stato cofinanziato dalla Commissione europea nell'ambito dell'iniziativa per sostenere gli Stati membri della Regione europea dell'OMS nel rafforzamento dei sistemi informativi sanitari e della governance dei dati.

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